Bruno Blanc
Cronaca
BARDONECCHIA

Addio Bruno Blanc, l’artista che faceva bella via Medail

Il pittore si è spento il giorno di Santo Stefano dopo una breve malattia

Il mondo dell’arte è in lutto per la scomparsa di Bruno Blanc, talentuoso artista, pittore e artigiano nato a Bardonecchia il 25 settembre 1946. Blanc è mancato in questo periodo di festa, domenica 26 dicembre, all’età di 75 anni, dopo una breve malattia.

Appena 15enne, Blanc diventa allievo del professore Riccardo Chicco, con il quale studia per sei anni. Si iscrive poi all’Accademia di Belle Arti di Torino e frequenta l’Accademia di Salisburgo sotto la guida di Vedova e Zao Wou Ki. Termina gli studi accademici nel 1972 vincendo la borsa di studio come migliore allievo del corso.

Artista indipendente nel suo genere, Blanc non apparteneva a nessuna tendenza né ad un gruppo. Pittore moderno, i suoi motivi sono sempre chiaramente comprensibili; è difatti facile scorgere quello che lo commuove durante l’esecuzione dei suoi lavori. I suoi quadri ad olio parlano della sua vita interiore. Ha esposto le sue opere in numerose gallerie d’arte, in Italia e all’estero.

Blanc era un personaggio di spicco a Bardonecchia, amato dai suoi compaesani e dai tanti turisti che conoscevano la sua bottega d’arte, in via Medail 85. «Quell’angolo di via Medail non sarà più lo stesso, mancherà il suo sorriso e la sua gentilezza», scrivono gli amici su Facebook. E ancora: «Sono stata colpita dal suo carisma. Che personaggio geniale: di cultura e con una simpatia, un’ironia innata».

Risale a pochi mesi fa la sua ultima mostra personale “Passeggiando tra i colori”, allestita a luglio presso il Palazzo delle Feste di Bardonecchia. La rassegna ha costituito un omaggio al lungo percorso espressivo di Blanc ed alla sua fortunata carriera artistica. Alla domanda: «Si considera più un artista o un buon artigiano?», Blanc quest’estate rispondeva così: «Più che un artista penso di essere un artigiano, attento a ciò che lo circonda, pronto a convivere con i suoi acciacchi senili, ma determinato a vivere a pieno nel chiuso del mio laboratorio e all’aperto, a stretto contato con la natura, la mia principale fonte di ispirazione. Mi piace dipingere soggetti e oggetti “brutti”, non graziosi e tanto meno colti, utilizzando al meglio la chimica dei colori, ricorrendo alla canapa, alla juta, alla calce, ai colori naturali».

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