benedetto santo subito
Cronaca
In piazza San Pietro anche Mattarella e Meloni

Addio a Benedetto XVI, oltre 50mila ai funerali. I fedeli: «Santo subito»

La folla invoca il nome del pontefice al passaggio del feretro dopo le esequie celebrate dal successore Papa Francesco

«Santo subito». Come il suo predecessore, Giovanni Paolo II. Lo striscione che si apre al momento dell’eucaristia sintetizza il messaggio con cui i fedeli hanno scelto di dare l’estremo saluto a Benedetto XVI. Ed è il suo successore, ad accarezzarne il feretro al termine delle esequie che ha appena celebrato, come mai era capitato prima nella storia della Chiesa. Francesco si alza in piedi e con il bastone si avvicina per pregare qualche istante. Nessun pontefice, prima di lui, aveva mai accompagnato alla sepoltura chi lo aveva anticipato sul soglio di San Pietro. E la folla esplode. «Benedetto! Benedetto!».

L’ADDIO DI FRANCESCO
«Benedetto, fedele amico dello Sposo, che la tua gioia sia perfetta nell’udire definitivamente e per sempre la sua voce» lo ha ricordato il Papa nell’omelia chiedendo di «affidare il nostro fratello alle mani del Padre: che queste mani di misericordia trovino la sua lampada accesa con l’olio del Vangelo, che ha sparso e testimoniato durante la sua vita».

LACRIME E PREGHIERE
Per tutta la mattina una folla silenziosa ha seguito la celebrazione, anticipata dal bacio con cui padre Georg Ganswein ha accolto le spoglie di Benedetto XVI prima di posare il vangelo sulla bara in legno. Da ore il “cuore” della cristianità è raccolto in preghiere: almeno 50mila persone che arrivano da tutto il mondo. Anche dalla Germania, come una donna che ha con sé la sua neonata di tre mesi e racconta di aver vissuto in Baviera, proprio dove è nato Ratzinger. «È stato un grande Papa». Quando il feretro lascia la piazza, accompagnato da un applauso e dal coro che invoca il pontefice emerito, Marco mostra una fotografia di Ratzinger vestito da Papa. Arriva da Novara e ha gli occhi lucidi mentre parla. «Mi ha fatto riavvicinare alla Chiesa. Prima vedevo le cose con più distacco. Ha ripristinato la tradizione, era un uomo aperto a tutte le possibilità». Don Gianmario, che ogni anno incontrava Ratzinger a Castel Gandolfo il 15 agosto, conferma quanto racconta il suo amico. «Mi manca il suo magistero illuminato e illuminante». Mentre i fedeli lasciano la piazza, non manca davvero nulla. Persino una banda bavarese che suona inni indossando abiti tradizionali. Un corteo che percorre l’intera via della Conciliazione.

«Siamo circa 200 in tutto» raccontano mentre, al di là delle transenne, una donna tenta di protestare con un cartello al collo «contro ciò che insabbia la Chiesa». Poi, spiega, «Ratzinger combatteva per le cose giuste: ma non ha lottato abbastanza, doveva alzare di più la voce». Ma tra chi era in coda fin dall’alba, c’è anche un folto gruppo di persone fermo davanti al varco che conduce al centro della piazza. Spiega di avere una «prenotazione fatta online» e che avrebbe diritto a sedersi per seguire la messa. I gendarmi rispondono che «sono stati truffati». Non c’era bisogno infatti di alcuna prenotazione.

MATTARELLA E MELONI
Le uniche delegazioni invitate ufficialmente dal Vaticano sono state quella tedesca e italiana, guidata dal Capo dello Stato Sergio Mattarella e a cui hanno preso parte la premier Giorgia Meloni e Mario Draghi. Altri capi di Stato, invece, sono intervenuti a titolo privato. Tra loro, il presidente polacco Duda e il premier Mateusz Morawiecki, Marcelo Nuno Duarte Rebelo de Sousa, presidente della Repubblica del Portogallo, il presidente ungherese Katalin Novak e quello sloveno, Nataša Pirc Musar. In Piazza San Pietro anche la nobiltà europea con la madre del Re di Spagna, la Regina Sofia, il Re e la Regina del Belgio, Filippo e Mathilde.

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