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Cronaca
VIA CASALBORGONE

Addio all’atelier del costume: futuro incerto per 4mila abiti

L’appello dei coniugi Grilli: «Qualcuno porti avanti l’attività»

Augusto Grilli apre i guardaroba. I costumi traboccano e lo spazio per conservarli non è così grande. Del resto non è facile riuscire a custodire 4mila costumi, 600 cappelli, e poi guanti, gioielli. Tutto il materiale dell’Atelier del costume storico di via Casalborgone, dove c’è l’Alfateatro. Aperto negli anni ‘90 dai coniugi Grilli – per intenderci, quelli della famosissima compagnia di marionette – da due anni l’atelier è praticamente fermo. «Prima del Covid il lavoro stava già calando – rivelano Augusto Grilli e la moglie Maria Rosa – ma dopo la pandemia abbiamo deciso di smettere».

Il problema, però, è che ci sono 4mila costumi da sistemare. Abiti fatti con tessuti di qualità cercando di rispettare le stoffe dell’epoca come broccati, damascati, tessuti da tappezzeria e velluti. Costumi di Macario, ecclesiastici, da Carnevale, per rappresentazioni storiche o balli in maschera. «La nostra speranza è che qualcuno si prenda tutto questo materiale – spiegano i coniugi Grilli – altrimenti mettiamo tutto in un baule». Parole che risuonano in un Alfateatro per ora vuoto. La stagione riprenderà a settembre. L’atelier, non riprenderà più. Augusto Grilli ha 82 anni, la moglie Maria Rosa, 80. «Siamo stanchi. Non ce la facciamo più a sobbarcarci l’atelier. Ora ci concentriamo sulle marionette, perché quelle ci stanno dando lavoro, per fortuna». In passato, quando il lavoro c’era, i Grilli avevano tre sarte. Oggi ce n’è una sola. Maria Rosa, a stento, trattiene la commozione: «Questa vita ci è costata tanta fatica, ma ne è valsa la pena perché il teatro è una realtà straordinaria. Solo, non vogliamo che tutto il nostro lavoro vada in fumo».

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