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Cultura
ARTE IN LUTTO

Addio a Ezio Gribaudo: artista poliedrico, con opere in tutto il mondo

Si è spento a 93 anni il pittore e scultore torinese, figura di rilievo nel panorama artistico internazionale. Ha collaborato con Chagall, De Chirico, Fontana e altri

La sua wunderkammer è un cubo di cemento nella precollina torinese, dietro alla Gran Madre. L’aveva disegnata per lui l’amico architetto Andrea Bruno, «confezionata su misura per me, proprio come si fa con gli abiti» diceva Gribaudo. Qui l’artista prendeva ispirazione per le sue opere, qui le esponeva, le conservava, conservava i suoi libri, i suoi innumerevoli oggetti. Questo luogo iconico – forse in futuro diventerà un museo- era la casa dell’anima di Ezio Gribaudo che lunedì sera ha concluso una lunga vita dedicata all’arte e alla cultura. Si è spento a 93 anni il pittore e scultore torinese, figura di rilievo nel panorama artistico internazionale. Una vita, la sua, trascorsa in giro per il mondo, da New York a Mosca, da Parigi a Venezia, senza dimenticare la sua Torino. Una vita raccontata nella sua autobiografia uscita pochi giorni fa e dal titolo “La bellezza ci salverà” edita da Skira.

Grande artista, grande collezionista, grande editore, grande affabulatore, Gribaudo è stato un grande tra i grandi del Novecento. E di molti di loro fu anche amico. Di Picasso, che incontrò nel 1951 durante un soggiorno a Cannes e il cui studio frequentò varie volte. Di Francis Bacon, che lo invitò a Londra per fargli un ritratto, ma lui, preso da troppi impegni , non andò, cosa che poi rimpianse amaramente. Di Peggy Guggenheim, con la cui Fondazione nel 1976 organizzò una mostra alla Galleria Civica d’Arte Moderna e la mostra-spettacolo Coucou Bazar nel 1978 per Jean Dubuffet alla Promotrice delle Belle Arti per la Fiat. Di Fontana, con cui collaborò per la realizzazione del libro “Devenir de Fontana” – “Caro Gribaudo, stanotte mi sono sognato che tu e due ninfette distribuivate il mio volume alla inaugurazione della mia mostra di Parigi, che bel sogno!!” gli scriveva l’artista dei tagli. E poi di di De Chirico, di Henri Moore, di Mirò, di Sutherland, di molti altri. Anche di Chemiakin, l’artista preferito di Putin.

Ezio Gribaudo lascia un segno indelebile nella storia dell’arte e lo fa con le sue sculture, i dinosauri in particolare, tra i soggetti preferiti dall’artista, i suoi dipinti, i rilievi, le serigrafie, i logogrifi (sculture in polistirolo), opere realizzate in 70 anni di carriera. La sua prima mostra fu nel 1952 presso la Saletta Cristallo a Torino. L’ultima, fatta insieme con l’artista del vetro Silvio Vigliaturo, sarà visibile fino a domenica prossima ad Avigliana, nella chiesa di Santa Croce. «Era stato Gribaudo a manifestare l’intenzione di fare una mostra con me» rivela Vigliaturo.

La firma di Gribaudo compare oggi in molti musei del mondo, dal MoMA di New York al Museum of Imagination di Hudson, sempre nella Grande Mela, dalla Peggy Guggenheim Collection a Ca’ Pesaro di Venezia, dal Museu de Arte Moderna do Rio de Janeiro al Museum of Modern Art di Eilat. E ancora il Robert McDougall Art Gallery di Christchurch, il Musée des Arts Decoratifs di Parigi, il Petit Palais Musée d’Art Moderne di Ginevra, la Narodni galerie v Praze di Praga, la Maison de la Culture et des Loisirs di Saint-Étienne, il Kunstverein di Göttingen, la Galleria d’Arte Moderna di Roma, l’Accademia Albertina di Belle Arti e il Museo Nazionale del Risorgimento a Torino.

La camera ardente sarà allestita oggi nel Salone d’onore dell’Accademia Albertina, di cui Gribaudo era presidente onorario. I funerali si terranno giovedì alle 10,30 nella Chieda della Gran Madre.

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