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Buonanotte

Acqua azzurra, acqua chiara

Una notizia buona e una cattiva. Secondo la relazione annuale dell’Aea (Agenzia Europea dell’Ambiente) sulla qualità delle acque di balneazione, oltre l’85% dei siti monitorati in tutta Europa nel 2016 sono risultati “eccellenti”, cioè esenti da inquinanti pericolosi per la salute umana e l’ambiente. Oltre il 96% dei siti di balneazione soddisfa i requisiti di qualità minimi stabiliti dalla UE. Le coste italiane sono state giudicate per l’87,2% eccellenti, per il 7,6% sufficienti, per il 2,5% povere, per il 2,6% da vietare ai bagni.
Negli ultimi decenni la qualità delle acque europee è costantemente migliorata, grazie all’aumento dei depuratori e all’accresciuta coscienza ecologica delle amministrazioni. Questo ci deve far pensare a due cose. La prima è che gli ecotalebani si lamentano a sproposito, quando intonano la loro eterna lagna sull’irreversibile rovina dell’ambiente. La seconda è che effettivamente, a furia di sentir ‘sta lagna, la gente ha cominciato a fare più attenzione, a pretendere pulizia, a denunciare gli inquinatori, insomma, si è sensibilizzata sul problema.
Il peggio (scarichi abusivi, interramento di rifiuti tossici, amianto ecc.) lo abbiamo combinato nel dopoguerra, durante il boom economico.
Come per l’architettura: case abusive, palazzi orribili in riva al mare e in campagna, periferie anonime piene di capannoni, tutta robaccia fatta allora. Per l’architettura non si può tornare indietro. Per l’ambiente sì. Abbiamo chiuso o stiamo chiudendo la stalla prima che tutti i buoi siano scappati, e qualche bue l’abbiamo anche recuperato. La notizia buona, dunque, è che abbiamo mari eccellenti. Quella cattiva è che ci mancano i soldi per andarci.
collino@cronacaqui.it

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