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Cronaca
CHIERI

Accuse dopo lo scontro fatale: «Finora soltanto promesse»

Il Comune attacca la Città metropolitana sulla pericolosità di strada della Rezza

«Abbiamo inviato lettere, fatto sopralluoghi, depositato dossier. La Città metropolitana ci ha promesso studi di fattibilità, verifiche, pure una rotonda. Ma non abbiamo visto nulla di quanto promesso e Federico Rabito è morto».

Paolo Rainato, assessore alla viabilità del Comune di Chieri, punta il dito contro l’ex Provincia dopo l’ennesimo incidente lungo la provinciale 122. Quella strada della Rezza che l’altro ieri si è confermata una “strada della morte”. Lì il 27enne Federico Rabito è morto nell’impatto fra la sua Ford Fiesta e un carro attrezzi: «Un dramma che colpisce la comunità chierese – sentenzia Rainato – E non è la prima volta che persone del nostro territorio perdono la vita in quella strada maledetta. Da quando ci siamo insediati in Comune, abbiamo più volte sollecitato interventi di messa in sicurezza di alcune provinciali, in particolare la 122. Sono consapevole dei tempi della Città Metropolitana ma ora bisogna dare un segnale».

Rainato ha scritto tutto questo in una lettera inviata ieri al vicesindaco Metropolitano Jacopo Suppo. Nel documento ha segnalato degrado della pavimentazione e la pericolosità della 122 e delle provinciali che collegano Chieri ad Andezeno, Cambiano, Baldissero, Riva e Poirino. Ma c’era già tutto nelle lettere mandate negli ultimi due anni, quando tecnici e amministratori provinciali avevano anche “visitato” i punti più problematici.

«I cittadini hanno ragione a denunciare la mancanza di provvedimenti – conclude Rainato – Io, come amministratore, non posso moralmente accettare che, a fronte della morte delle persone, si continui a perdere tempo e a far cadere nel vuoto le richieste e le segnalazioni inviate dai territori».

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