TamaAernova
Cronaca
IL FATTO

Accoltellato da un collega in fabbrica

Tentato omicidio ieri mattina a Roletto. L’operaio è stato salvato dai colleghi che hanno fermato l’aggressore

«L’ha aggredito appena iniziato il turno. Quando siamo intervenuti pensavamo lo stesse colpendo con le mani, con dei pugni. Solo dopo abbiamo visto il sangue». Minuti di terrore ieri mattina tra gli operai della Tama Aernova di Roletto, quando uno di loro ha tentato di uccidere un collega a coltellate. Un’aggressione a quanto pare premeditata ma per la quale ancora si sta cercando una motivazione, visto che entrambi i protagonisti di questa vicenda sono ricoverati in prognosi riservata e non hanno potuto raccontare ai carabinieri la propria versione dei fatti. «È successo tutto appena iniziato il turno, pochi minuti dopo le 7» spiega Michele Chini, amministratore delegato arrivato di corsa dal Trentino, dove ha sede legale la Tama Aernova, azienda che produce sistemi di filtrazione industriale e occupa nello stabilimento di Roletto una quarantina di operai.

Tra di loro, da una decina di anni, c’è anche il 46enne Federico Occhiena. «Lo scorso anno – spiega Chini – è stato lontano dall’azienda per diversi mesi a causa di alcuni problemi personali che avevano richiesto delle cure psicologiche». Di che tipo di problemi si trattasse non lo sanno neanche in azienda, ma dai primi accertamenti dei carabinieri della compagnia di Pinerolo, incaricati delle indagini, pare che a Occhiena fosse stata tolta la patria potestà. Però è incensurato, non è mai stato violento e non c’erano mai state avvisaglie di pericolosità. «Anche in azienda – conferma Chini – non aveva mai dato problemi. Quando è rientrato, all’inizio di quest’anno, gli era stata tolta la patente e per questo non poteva più portare il carrello elevatore. Ma nessuno ci ha mai segnalato che potesse essere pericoloso. E noi non ci siamo mai accorti di nulla: certo, era un tipo un po’ solitario ma era comunque ben inserito. Basti pensare che aveva dato la sua adesione alla cena natalizia e che i colleghi si erano organizzati per andare a prenderlo e riportarlo a casa».

Eppure, ieri mattina si è presentato in azienda con un coltello da cucina in tasca e con quello, nel reparto verniciatura, si è scagliato contro un collega 43enne di origine indiana. «Eravamo lì vicino – è il racconto dei colleghi – ma non abbiamo sentito nulla. Di sicuro non hanno discusso, non c’è stata una lite. L’ha aggredito alle spalle». A salvare il 43enne sono stati proprio i colleghi. Due di loro sono intervenuti e hanno fermato Occhiena, scaraventandolo a terra. Solo in quel momento si sono accorti che aveva in mano un manico di coltello: la lama era nella schiena del collega, spezzata dalla furia dei colpi. L’aggressore ha colto al volo l’occa – sione offerta dal caos e si è allontanato. In attesa dell’arrivo dei carabinieri, gli operai si sono divisi in squadre e hanno setacciato l’azienda, senza trovarne traccia. A quel punto sono usciti e l’hanno trovato a poca distanza.

«Era vicino alla pista ciclabile – è il racconto -, sul bordo di un canale, completamente fradicio e in totale stato confusionale. Non ha detto nulla di sensato». Impossibile dire se l’uomo abbia tentato il suicidio o se sia semplicemente caduto in acqua scappando. A quel punto, l’azienda ha dato il permesso a tutti i dipendenti di tornare a casa. Nel frattempo Occhiena è stato arrestato per tentato omicidio e ricoverato a Rivoli, per ipotermia e per le precarie condizioni psicologiche. Il suo collega invece è stato operato al Cto per varie ferite alla schiena. Entrambi sono in prognosi riservata ma nessuno dovrebbe essere a rischio di vita. I carabinieri attendono di parlare con loro per ricostruire i contorni di un’aggressione con ancora molti punti oscuri: «Non hanno mai litigato – conferma Chini – e da quanto ne sappiamo noi, non avevano rapporti tra loro fuori dall’azienda. Tenderei a escludere anche l’ipotesi razziale: abbiamo diversi dipendenti di colore e Occhiena non ha mai dato segni di intolleranza nei loro confronti».

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