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Il Borghese

Accogliere non basta

Mille e duecento profughi (o presunti tali), sono arrivati al centro di accoglienza di Settimo nelle ultime due settimane. Al ritmo di quasi un centinaio al giorno. Di questo passo potremmo arrivare a contarne circa 15mila in più entro la fine dell’anno. Un’invasione, per usare un termine antipatico ma razionale. E i numeri potrebbero salire in maniera esponenziale per il fatto che chi termina il periodo di prima accoglienza spesso non abbandona il territorio. Così la Regione Piemonte, che fa eccezione rispetto a Lombardia, Veneto e Liguria che di fatto hanno chiuso le porte, adesso propone un nuovo hub, per alleggerire il lavoro di Settimo e del neonato centro in provincia di Asti.

Chiamparino tende la mano, l’assessore Cerutti va in visita pastorale. Ma forse entrambi trascurano il fatto che anche a casa nostra oltre i due terzi dei Comuni hanno già aderito al fronte del no. E altri potrebbero accodarsi domani. Torino intanto tace e mentre Settimo si compiace del proprio spirito di accoglienza, monta la rabbia della Lega («i piemontesi si faranno giustizia da soli», esagera il capogruppo del Carroccio Gianna Gancia) e di Fratelli d’Italia che, con Maurizio Marrone, invocano un referendum per impedire la nascita di un nuovo campo.

In mezzo ci stanno i cittadini – e molti sindaci – che purtroppo assistono da spettatori ma percepiscono un clima di instabilità e di pericolo determinato anche dall’assenza o quasi di controlli tra chi sbarca dai gommoni. Inutile negare poi che i costi dell’accoglienza vengano considerati come un peso ulteriore per comunità già fortemente provate. Compito della politica, oltre a spalancare le braccia, dovrebbe essere quello di comprendere il pensiero della gente. E agire di conseguenza. Accogliere non basta, occorre anche garantire il dopo, a cominciare dai piemontesi.

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