penitenziaria
Cronaca
La richiesta

Accesso alla mensa in carcere a Torino, i sindacati di polizia scrivono al direttore Marino

“Per gli agenti ancora sprovvisti di Green Pass si potrebbero attrezzare due aree all’aperto”

Una lettera congiunta firmatai dai rappresentanti di tre sigle sindacali di polizia, Osapp, Uilpa P.P. e Sinappe, è stata inviata al direttore della Casa Circondariale di Torino, dottoressa Rosalia Marino, e per conoscenza ad altri esponenti istituzionali. Oggetto: l’opportunità di variare le modalità di accesso alla mensa obbligatoria di servizio per gli agenti di polizia penitenziaria. Ecco il testo integrale della nota.

“Gentile Direttrice, abbiamo appreso delle nuove disposizioni di accesso alla Mensa Obbligatoria di Servizio nell’istituto da lei diretto per il personale privo del “green pass”, specie del luogo e del percorso che lo stesso deve effettuare per la consumazione del pasto all’esterno del consueto locale. Per la verità le scriventi, Segreterie Regionali OSAPP – UIL.PA e Si.N.A.P.Pe., sono state raggiunte da numerose lamentele circa il lungo camminamento all’aperto per raggiungere il locale da lei predisposto e del tempo che resta (il tutto nei canonici 30 minuti pena la sanzione disciplinare) per la consumazione vera e propria del pasto.

Non volendo entrare nel merito delle disposizioni governative sulla questione, ciò che interessa ora a queste OO.SS. è la salvaguardia delle pari opportunità del personale, della non discriminazione, della salubrità e benessere e non da ultimo del rispetto e integrità di immagine di un Corpo di polizia. Per tale ragione la disposizione vigente emanata di consumare il pasto presso i locali esterni attigui al bar dell’istituto penitenziario ci sembra fuori luogo se non alquanto di cattivo gusto.

Giusto un excursus per chi non conosce l’istituto sul percorso che il personale, in virtù delle ultime disposizioni, deve effettuare per consumare il pasto: partire dal rispettivo posto di servizio, dislocato all’interno dell’istituto penitenziario e diviso in padiglioni – vere e proprie palazzine distinte all’interno di un muro di cinta -, uscire e attraversare completamente il proprio padiglione, il cortile e il muro di cinta (il tutto sbarrato ovviamene dai rispettivi cancelli di sicurezza), fare la doverosa coda per ritirare il vassoio con il pasto per poi dirigersi “in processione”, a cielo aperto, verso i locali esterni predisposti, attigui al bar, per consumarlo (qui si vuole evitare davanti a chi deve passare il personale con il vassoio in mano come se fosse un “cameriere” – senza offendere la bellissima professione del cameriere – e si vuole non considerare la stagione estiva che sta per terminare: che bel quadro il poliziotto con una mano il vassoio e l’altra l’ombrello, non per riparare la persona – di norma il poliziotto in uniforme non può usare l’ombrello – , ma il vassoio); infine fare esattamente tutto il percorso a ritroso e, si badi bene, sempre nei canonici 30 minuti.

Ordunque, come può ben comprendere, gentile direttrice, le OO.SS. scriventi non vogliono barattare una maggiore temporaneità per la consumazione del pasto (superiore ai 30 minuti), insufficienti, in verità, anche per chi provvisto del “green pass”, ma di dare dignità al Corpo di polizia penitenziaria e il rispetto dovuto. Pur rispettando le norme governative si possono fare scelte diverse, più giuste, più consone al caso. Ad esempio, adiacenti al locale mensa della C.C. Torino, vi sono ben due aree esterne aperte che potrebbero essere utilizzate e attrezzate per coloro che oggi si trovano ancora sprovvisti del lascia passare verde.

Non a caso la nota provveditoriale regionale n. 36513 del 19/08/2021, denominata “fornitura pasti caldi alternativi”, ha ribadito l’invito alle direzioni del distretto di acquistare attrezzature ad hoc, es. gazebo, tavolini e sedie, se non già presenti in istituto. Per cui, considerata la presenza abbondante di tavoli e sedie in istituto, le OO.SS. scriventi la invitano, per la risoluzione della problematica e nell’ottemperanza della direttiva del PRAP di Torino, alla valutazione di posizionare nelle aree sopra indicate nel rispetto del distanziamento sociale un numero congruo di tavolini e sedie sufficiente per il personale ancora sprovvisto del “green pass”. Certi nell’aver fatto comprendere la volontà del personale degno del rispetto dovuto, le scriventi restano in attesa di urgente riscontro”.

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