Parcheggiatore
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IL CASO Posteggiatori spietati in piazza Arbarello: «Danni ai veicoli di chi non paga»

Abusivi padroni della sosta: «Costretti a pagare il pizzo»

Chi va in centro con l’auto è indotto a dar soldi per evitare sgradite ritorsioni

Si aggira per piazza Arbarello come se fosse un passante qualunque. In realtà non aspetta altro che un posto libero per allungare la mano e invitare l’automobilista di passaggio a parcheggiare. Il racket della sosta in piazza Arbarello, a due passi da via Garibaldi, continua ad essere un fenomeno impossibile da fermare. «Se non paghi il cravattaro spacca i vetri delle auto o piega gli specchietti» racconta un residente della zona che quel via vai lo conosce molto bene.

Chi deve andare in centro, magari per fare due compere, è obbligato a pagare una doppia tassa: sia la zona blu sia il parcheggiatore che non aspetta altro per fare affari d’oro. Un uomo italiano, sulla trentina, che passa le mattinate a spillare soldi ai passanti. Prendendo di mira donne e anziani, senza alcuna distinzione.

«La gente ha comprensibilmente paura degli atti vandalici – racconta Lorenzo Ciravegna del comitato spontaneo Bcp – che, per altro, si verificano con grave quotidianità. L’altra mattina mi sono recato in zona per un sopralluogo e ho potuto verificare con i miei occhi i metodi spicci di quel parcheggiatore».

Sbuca all’improvviso, indica il posto vuoto con un dito, ci aiuta a fare manovra (manco fossimo dei novellini freschi di patente). E poi allunga una mano, per l’obolo. Perché quel posto l’ha visto prima lui; perché quel parcheggio è “suo”. E perché non possiamo fare a meno di cedere al ricatto: la “mancia” è l’assicurazione di non ritrovarci con qualche ritorsione sulla nostra automobile.

Ma il problema degli abusivi del parcheggio è serio, e affligge un po’ tutto il centro, e i luoghi più frequentati della periferia. Come le zone degli ospedali, afflitte da un fenomeno che sembra in crescita. A volte più persone si dividono il luogo di “lavoro”: come al San Giovanni Bosco, dove i parcheggiatori sono almeno tre. Aspettano nei posti lasciati liberi, li indicano agli automobilisti. E, spesso e volentieri, incassano.

La stessa storia si ripete nei dintorni delle Molinette o la sera in corso Marconi. «Insomma, oltre al caro-sosta, ci tocca pure pagare l’abusivo di turno» conclude Ciravegna augurandosi qualche controllo in più per fermare gli abusivi della sosta. Sì perchè i danni alle auto, spesso, finiscono per gravare sul bilancio delle famiglie.

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