Foto di repertorio (Depositphotos)
Il Borghese
EDITORIALE DEL GIORNO

Abbiamo le pile scariche

C’era odore di bruciato in quel comunicato del 30 marzo scorso in cui la Fiom rivelava l’intenzione di Stellantis (che ricordo essere il frutto del matrimonio tra Fca e il gruppo Peugeot) di mettere in cassa più di 10mila dipendenti. Un segno che la piena occupazione degli stabilimenti, più volte annunciata dai vertici del Gruppo, resta una chimera. La conferma della crisi sempre più profonda e in particolare degli stabilimenti torinesi, giunge oggi con le rivelazioni di Fim Cisl che riguardano il forte rallentamento della linea di produzione della 500e, ossia della mini car elettrica. Da 300 unità prodotte al giorno, si è già passati a 210 e, nelle prossime settimane si scenderà ancora, con la soppressione di un altro turno. L’auto dei miracoli a cui sembra aggrappato il nostro futuro industriale dunque segna il passo. Meglio è senza batterie, se è vero che le forniture scarseggiano. Un paradosso se si pensa che proprio ieri una costola importante di Stellantis come Comau, ha annunciato che andrà a produrle in Gran Bretagna in un super progetto del Governo inglese. E qui sorge una domanda non banale: perchè non qui! Magari in quei capannoni desertificati dalla crisi nel grande corpo della fabbrica simbolo che porta lo stesso nome del quartiere che le è cresciuto attorno? Sono forse gli accordi internazionali che indirizzano gli acquisti nelle filosofie di Stellantis, o più semplicemente le politiche di uno Stato che oltre Manica individua una linea industriale che guarda al futuro, mentre da noi gli ultimi governi non si sono occupati dell’automotive, e neppure della possibile perdita dei gioielli della nostra industria. Iveco o la stessa Comau rientrano in questo rischio. Ora il tempo stringe e occorrono soluzioni. Il premier Draghi ha aperto uno spiraglio sull’impegno dello Stato, attraverso l’utilizzo della Golden Power, nella tutela delle nostre attività strategiche. Confidiamo che le sue analisi siano celeri e le risposte improntate a coraggio.

fossati@cronacaqui.it

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