aida opera verdi
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MUSEO EGIZIO

A Torino la mostra per i 150 anni di “Aida”

L’esposizione che si aprirà il 17 marzo rappresenta il culmine delle celebrazioni. Tanti documenti autografati dal maestro Giuseppe Verdi tra cui lettere e partiture

La prima volta dell’Aida fu al Teatro Khediviale dell’Opera del Cairo il 24 dicembre 1871, ma fu soprattutto il debutto dell’opera alla Scala di Milano, poco più di un mese dopo, l’8 febbraio del 1872, a rimanere nel cuore di Verdi, quella su cui il maestro di Busseto si spese in prima persona e su cui profuse il massimo impegno curandosi anche dell’allestimento. A ricordare entrambi questi momenti storici legati al celeberrimo capolavoro della lirica italiana sarà la mostra che aprirà i battenti il 17 marzo prossimo al Museo Egizio (rimarrà allestita fino al 5 giugno). Intitolata “Aida figlia di due mondi”, la rassegna rappresenta il momento culmine della campagna web #aida150 promossa dal Ministero della Cultura in occasione del 150° anniversario dalla prima. La campagna ha come poster un’immagine realizzata con testimonianze cartacee ritagliate digitalmente e ricomposte per dar vita a un manifesto emblematico, un collage con i titoli dell’Aida così come questi apparivano sui documenti originali.

Frutto di un progetto scientifico realizzato dal Museo Egizio in collaborazione con l’Archivio Ricordi e l’Istituto Nazionale di Studi Verdiani, l’esposizione consente di ripercorrere la genesi dell’opera. La sfortunata storia di Aida, principessa etiope e schiava egizia, di Radamès, prode guerriero comandante dell’esercito egizio, e di Amneris, la passionale figlia del faraone, viene narrata attraverso i bozzetti di Girolamo Magnani creati per le scenografie della première milanese del 1872, i manifesti pubblicitari d’epoca, i figurini con i fantasiosi costumi disegnati da Attilio Comelli per lo spettacolo del 1906, sempre a Milano, documenti d’archivio, alcuni dei quali permettono di ricostruire il processo creativo che ha portato all’allestimento del capolavoro operistico, altri invece svelano gli aneddoti storici che hanno legato per sempre le città di Milano e del Cairo. E ancora la corrispondenza epistolare tra gli “autori” dell’Aida come Giuseppe Verdi, il librettista Antonio Ghislanzoni, la famiglia Ricordi. Proprio l’Archivio Ricordi ha reso accessibile un immenso patrimonio di lettere personali, materiale iconografico e partiture per orchestra dell’omonima casa editrice. Dall’Archivio di Stato di Milano, invece, arriva un documento autografo che riporta la firma di Verdi, mentre sono dell’Archivio di Stato di Parma gli unici abbozzi musicali autografi del maestro.

Un altro importante contributo proviene dal Museo Salce di Treviso che conserva numerose locandine dell’Aida tra le più originali, realizzate a cavallo dei due secoli.

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