violenza di genere
Cronaca
I CASI. Durante la pandemia più casi di femminicidio

A Torino in 9 mesi uccise sette donne e 700 perseguitate

A Pinerolo Carmen De Giorgi sgozzata da un pretendente Angela Dargenio freddata a colpi di pistola dall’ex in città

Botte, insulti, minacce, violenza fisica, verbale e psicologica per sminuire una donna, annullarla, privarla di ogni tipo di autonomia, fino ad ucciderla. Le sfaccettature della violenza di genere sono innumerevoli. I numeri sono agghiaccianti, da gennaio a ottobre a Torino e provincia sono stati compiuti 7 femminicidi, 502 atti persecutori, 699 maltrattamenti in famiglia e 145 violenze sessuali. Per ciò che riguarda i femminicidi, l’ultimo è avvenuto la notte di Halloween in via san Quintino a Torino dove un uomo di 78 anni, Bruno Daniele, un ex dipendente della Banca d’Italia, ha sparato alla moglie Marita Ivana Pennacchio, uccidendola nel sonno. Poi l’uomo si è tolto la vita. Un mese prima, il 5 ottobre, nel Pinerolese, a Luserna San Giovanni, Carmen De Giorgi di 44 anni è stata ammazzata a coltellate da Medhi Hounafi, un 34enne marocchino. L’uomo aveva tentato di sedurre la vittima, ma ricevendone un netto rifiuto, era stato poi colto dalla brutale violenza omicida. Aveva tentato la fuga, ma era stato individuato e arrestato dai carabinieri della compagnia di Pinerolo. La morte di una donna, spesso, come nel caso di Carmen De Giorgi, lascia una scia di dolore e di gravi difficoltà alle persone a lei vicine. La De Giorgi era madre di una ragazza che ora si trova completamente sola e senza prospettive. Angela Dargenio, 48 anni, invece, è stata uccisa il 7 maggio 2021 a Torino. La donna è stata raggiunta dai colpi di pistola sparati dall’ex compagno Massimo Bianco, 50 anni, di professione guardia giurata. Secondo le ricostruzioni degli investigatori, l’uomo avrebbe atteso il rientro a casa della quarantottenne, poi, probabilmente in seguito a un’ennesima discussione, perché Bianco era morbosamente geloso, aveva estratto la pistola d’ordinanza esplodendo numerosi proiettili all’indirizzo della donna, deceduta poco dopo in ospedale. Durante la pandemia, le violenze ai danni delle donne hanno avuto un’impennata e, in alcuni casi, l’epilogo è stato il femminicidio. Così è stato per Maria Masi, uccisa a pistolettate da Antonino Di Masi e Venaria e per Claudio Baima Poma che per punire l’ex moglie ha ucciso il figlio e poi si è tolto la vita a San Maurizio Canavese. Identiche circostanze per Bruna Demaria, 66 anni, uccisa a colpi di pistola il 12 marzo a Beinasco. Ex dipendente comunale, era andata in pensione il primo del mese. Franco Necco, 66 ani, ex vigile urbano, ha impugnato una pistola e ha ucciso il figlio di 29 anni, Simone. Poi ha preso un’altra pistola e l’ha puntata contro Bruna, la moglie, e l’ha freddata. A Volvera a giugno 2020, invece, un uomo, Nicola Cirillo, 58 anni, ha ferito gravemente la figlia e poi, sempre con la stessa pistola, ha giustiziato la moglie. Pochi giorni dopo a Carmagnola un uomo ha ucciso una donna che lo aveva rifiutato e, dopo essere fuggito, si è sparato in testa.

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