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Salute
IL CASO

A rischio oltre 3mila “eroi del Covid”: «Il contratto solo per uno su cinque»

Assunzione a tempo indeterminato per 1.137 operatori su oltre 5mila professionisti assunti per la pandemia

Per oltre 3mila “eroi del Covid” assunti con contratti a tempo determinato durante la pandemia inizia il primo conto alla rovescia per cui il Piemonte, già da gennaio, potrebbe cominciare a perdere circa 2mila operatori sanitari a partire dagli infermieri e arrivare al personale amministrativo, senza contare un numero imprecisato di medici specializzandi impiegati negli ospedali e nelle cliniche per sopperire alle carenze di personale. Su circa 5.500 precari di cui circa 3.330 con contratto a tempo determinato, infatti, sono appena 1.137 quelli che saranno stabilizzati tra il 2022 e il 2023 dalla Regione Piemonte ma per la maggior parte degli altri si apre un’incognita con scadenze già fissate da qui al 2024. Proprio in questi giorni le Asl, infatti, si stanno confrontando sulla possibilità di rinnovare le assunzioni non definitive dopo averli confermati fino a dicembre.

L’allarme era stato lanciato già in primavera da Cgil, Cisl e Uil, prima di strappare un accordo con la Regione per l’assunzione di 656 medici, infermieri e operatori sanitari quest’anno e altri 481 il prossimo, lasciando fuori solo il personale amministrativo: 1.014 professionisti in scadenza fra meno di tre settimane. Numeri che preoccupano i sindacati dei “camici bianchi” ma anche la politica dal momento che negli ultimi tredici anni soltanto la sanità del Piemonte ha perso 4.492 operatori, dai 59.108 del 2009 ai 54.616 del 2021, principalmente per la difficoltà di sostituire i pensionati con specializzandi o neolaureati.

«Non può esserci nessuna lotta alle liste d’attesa senza tornare ad assumere. Sui precari del Covid ci aspettavamo scelte più coraggiose, le stabilizzazioni annunciate e per ora solo in parte realizzate non coprono neanche il mancato turn over del 2021: 1.137 stabilizzati contro 1.154 persi nel 2021» commentano Daniele Valle e Domenico Rossi del Pd che, nel mese di gennaio, presenteranno un accesso agli atti in Regione «per chiedere i dati di assunzioni, pensionamenti e dimissioni di quest’anno». Un capitolo a parte riguarda i medici e in particolare gli specializzandi che non sono stati assunti dalle Asl. «Ad oggi non sappiamo con certezza quanti abbiano avuto un contratto precario poi rinnovato, ma chi è stato prorogato fino alla fine di dicembre, dal prossimo anno, potrebbe restare fuori dalle corsie e dai reparti» spiega la segretaria regionale di Anaao Assomed, Chiara Rivetti. «Come personale sanitario e amministrativo a tempo determinato del comparto sanitario abbiamo calcolato circa 3.300 lavoratori dagli infermieri agli amministrativi, sono oltre 5mila se consideriamo anche le altre tipologie di contratto» aggiunge Antonio Di Capua della Uil. «Per chi non è “stabilizzabile” entro quest’anno bisognerà vedere quali prospettive si apriranno dal mese prossimo».

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