gilles villeneuve
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TRA SPORT E LEGGENDA

A quarant’anni dalla sua tragica morte il Gilles Villeneuve più intimo e vero

La biografia del grande pilota

Gilles Villeneuve è uno di quei nomi che accendono come pochissimi altri la fantasia degli appassionati. Ma la sua parabola umana e sportiva è nota anche al grande pubblico perché le sue epiche gesta in Formula 1, il suo intenso rapporto con Enzo Ferrari, la sua grande umanità e la sua tragica e spettacolare fine hanno lasciato un segno nella coscienza collettiva. A quasi quarant’anni da quell’8 maggio 1982 e dall’incidente mortale nelle prove in Belgio, il libro di Umberto Zapelloni e Luca Del Monte, “Gilles Villeneuve. L’uomo, il pilota e la sua leggenda” (Baldini+Castoldi, 19 euro) ripercorre le stagioni che il canadese volante ha trascorso a Maranello, anni in cui il Gilles privato pranzava alla corte del Grande Vecchio e il pilota indomabile elettrizzava le platee con le sue vittorie, ma soprattutto con il coraggio che dimostrava in duelli diventati epici e non arrendendosi mai. Attraverso le testimonianze esclusive di chi gli è stato vicino in quegli anni, questo libro vuole al tempo stesso anche fare luce sull’uomo Villeneuve con tutte le sue fragilità a dispetto dell’immagine pubblica di pilota senza freni e senza paure.

Quarant’anni dopo la sua morte, Gilles Villeneuve è più vivo che mai. E sarà così tra altri dieci, venti, cent’anni. Perché certi piloti non muoiono mai.

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