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Salute
IL RETROSCENA

A maggio il via anche per i giovani. E forse non serviranno prenotazioni

Il prossimo mese potrebbe esserci il cambio di passo nella campagna vaccinale

Maggio potrebbe essere il mese decisivo per la campagna di vaccinazione in Italia. Il mese della svolta, della vera vaccinazione di massa che dovrebbe finalmente riportarci alla normalità. Quello in cui dovremmo vedere la luce al fondo del tunnel in cui siamo caduti ormai da più di un anno. La ministra Luciana Lamorgese l’aveva già preannunciato qualche giorno fa in un’intervista: «Ora che è stato raggiunto l’accordo con le Regioni per l’utilizzo della rete delle farmacie, tra maggio e giugno dovremmo iniziare a vaccinare anche le classi di età dei più giovani». A maggio – si spera – la vaccinazione dei più anziani dovrebbe essere ormai in buona parte completa. La maggior parte degli over 80 – cui è stato inoculato il siero di Pfizer o quello di Moderna – dovrebbe ormai aver ricevuto anche la seconda dose, mentre per gli over 70 – con AstraZeneca – la seconda iniezione è fissata a tre mesi dalla prima, e quindi c’è tempo. Dopo aver messo al riparo i più a rischio, da maggio si potrà quindi pensare a tutti gli altri. E adesso all’orizzonte si prospetta una possibile novità nel piano che sta mettendo a punto il generale Figliuolo. Infatti, se fino a questo momento si era ipotizzato di procedere sempre per fasce d’età e al massimo aprire alla possibilità di vaccinazioni sui posti di lavoro, da Roma adesso arrivano voci secondo le quali il generale potrebbe adottare una strategia diversa. Da maggio, niente più prenotazioni, niente più categorie o fasce d’età: chi vorrà il siero dovrà solo raggiungere un centro vaccinale e mettersi in coda. Esperimenti di questo tipo sono già in corso: ad esempio, in Lombardia la prossima settimana gli over 80 che ancora non sono stati vaccinati potranno presentarsi agli hub senza prenotazione. Se l’idea diventasse realtà, aprirebbe le porte a una brusca accelerata e anche a qualche problema. Basti pensare alle inevitabili, lunghissime code che potrebbero formarsi negli hub presi d’assalto soprattutto nei primi giorni di “liberi tutti” e forse anche questo spiega l’intenzione del governo di mantenere la zona rossa così a lungo: per vaccinare tutti serviranno tanti di quei medici e infermieri che ora sono costretti a lottare in prima linea nei reparti Covid. Occorre quindi abbattere le curve, fermare i contagi per avere a disposizione il personale necessario alle vaccinazioni. Ma, soprattutto, serviranno i vaccini. Tanti vaccini. Da maggio in poi, l’Italia si aspetta di riceverne più di 50 milioni: questa volta le aziende farmaceutiche terranno fede alle promesse?

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