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Cronaca
VIA TIRRENO

A giugno lo sfratto per i debiti: ora c’è il bando per i campetti

Il Comune cerca una società per far ripartire l’impianto chiuso da 3 mesi

I campetti dove si allenavano e giocavano centinaia di ragazzi sono deserti. Ai debiti altissimi si è infatti aggiunta la legionella nell’impianto idrico e il Comune ha imposto lo stop definitivo. Ora però si cerca di voltare definitivamente pagina all’impianto sportivo Agostino Iocola di via Tirreno 303, perché il nuovo bando, a cui hanno lavorato circoscrizione Due insieme a Palazzo Civico, è realtà. Una concessione provvisoria, della durata massima di un anno, fino al 30 giugno 2023, per permettere lo svolgimento di una stagione sportiva che ormai è iniziata dappertutto, tranne appunto in via Tirreno 303. A causa dello stop imposto alla polisportiva Santa Rita, società che gestiva i campetti e che dal 2016 aveva un contenzioso con la circoscrizione Due per debiti che sfioravano i 100mila euro.

La polisportiva doveva già essere sfrattata ad aprile, poi lo sfratto è stato differito a giugno per far terminare la stagione sportiva. Proprio a giugno sono state trovate tracce di legionella nei rubinetti e a quel punto i campi sono stati chiusi. Riapriranno a fine mese o al massimo ad ottobre, perché chi vuole la struttura di via Tirreno deve presentare la domanda entro il 19 settembre. A bando vanno un campo da calcio a 11, un campo da calcio a 7, un’area verde con tribuna, un parcheggio con 17 posti auto, gli spogliatoi, la sede sociale, il bar e la biglietteria.

Ma i bandi alla fine saranno due, perché l’attuale avviso pubblico è solo per questa stagione. Spiega il presidente della Due, Luca Rolandi: «A breve ci sarà un ulteriore bando per una concessione pluriennale. Il primo bando è stato fatto solo per permettere ai ragazzi di disputare questa stagione sportiva». Chi spera in un futuro migliore per quei campetti è Alessandro Iocola, figlio di Agostino Iocola a cui è intitolato l’impianto: «Spero che i nuovi gestori abbiano lo spirito sportivo che aveva mio padre. Le ultime vicende di quel campo hanno offeso la sua memoria. Ma anche le istituzioni hanno responsabilità. Bisognava intervenire prima di arrivare a quel maxi-debito».

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