fuoco doblò
Cronaca
IL CASO

A fuoco l’auto dei rom abusivi: esplode la rivolta nelle case Atc

Tensione tra gli inquilini per le quattro occupazioni. In fiamme una Fiat Doblò

Le case occupate abusivamente nella sola città di Torino sono 182 (che salgono a 190 considerando la provincia). Ben quattro si trovano all’interno del complesso popolare di corso Lecce 31 e 33, già teatro in passato di molte tensioni, dove nella notte tra venerdì e sabato è andata a fuoco una Fiat Doblò di colore blu, di proprietà di un nomade. Episodio che ha inevitabilmente riacceso le polemiche sulle occupazioniSul posto sono intervenuti i vigili del fuoco, che hanno spento le fiamme, oltre alla polizia municipale e ai carabinieri, per gli accertamenti del caso. Il veicolo, parcheggiato nel cortile vicino a un camper, rappresenta sicuramente la faccia più oscura e pericolosa di questa storia.

Sono, infatti, almeno tre mesi che le famiglie delle case Atc chiedono lo sgombero degli abusivi. Risse, schiamazzi e rifiuti abbandonati nelle parti comuni sono alcune delle note dolenti già interessate da una raccolta firme indirizzata alle istituzioni. Con la grana dei bambini rom lasciati liberi in cortile, le auto rigate e i tergicristalli rotti. «Confermiamo accaduto all’interno del cortile delle nostre case Atc – dichiarano da corso Dante -. Non ci risultano danni al patrimonio». E tanto è bastato per far uscire di nuovo la polvere da sotto il tappeto. In corso Lecce, ieri mattina, non si parlava d’altro. «Non sappiamo chi sia stato, ma di sicuro qui la situazione è sfuggita di mano» commentava ieri mattina una signora. Del presunto piromane nessuna traccia ma secondo tutti «chi lo ha fatto, voleva lanciare un segnale». Per contrastare le continue occupazioni abusive Atc ha installato una serie di antifurti all’interno degli alloggi popolari vuoti. Un maxi intervento voluto dall’Agenzia che a dicembre ha firmato in Prefettura un protocollo con Comune e Regione per la prevenzione e il contrasto alle occupazioni abusive di alloggi di edilizia residenziale pubblica.

In sei mesi, però, non è cambiato granché. Gli occupanti continuano a restare al loro posto e il famoso motto «illegalità e occupazioni abusive zero» sembra vacillare. Corso Lecce resta uno dei casi irrisolti più spinosi, insieme a via Aosta e via Bologna dove qualcuno, in tempi nemmeno troppo lontani e con una lettera anonima, aveva minacciato di farsi giustizia da solo.

Condividi sui social:

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp

Scopri inoltre...

Precedente
Successivo
Precedente
Successivo