(foto d'archivio depositphotos)
Cronaca
IL CASO

A 80 anni pesta la moglie per gelosia. Ad agosto un’aggressione ogni 6 ore

Il pensionato era ossessionato che andasse con altri uomini. Quattro arresti per ‘codice rosso’

L’ha minacciata con un coltello da cucina, in casa, dopo l’ultima aggressione e dopo averle messo le mani addosso per l’ennesima volta. «Era geloso», ha detto la moglie in lacrime ai carabinieri che, allertati dalla chiamata al 112, sono piombati nell’appartamento dove si è consumato l’ultimo episodio di una serie di maltrattamenti. Lui, l’uomo arrestato e attualmente indagato dal gruppo Fasce deboli della procura, ha quasi 80 anni. E il pretesto della «gelosia», l’ossessione che la «sua donna» si accompagnasse o guardasse altri uomini, anche nella terza età è stato e resta l’innesco degli episodi di violenza.

«Mi maltratta da tanti anni, è sempre stato così», ha mormorato la vittima, anche lei quasi ottantenne, ai soccorritori. Una vita, quella della donna, trascorsa tra quattro mura a subire la mania di possesso di un uomo manesco. Nonostante l’avanzare dell’età, il marito non è cambiato. Gli scoppi d’ira non sono mai cessati. E le botte nemmeno. Il silenzio di lei, e delle persone intorno alla coppia di anziani, hanno contribuito a rendere la vita della donna un inferno.

Quello di Trofarello è soltanto uno degli ultimi casi di violenza domestica che si è consumato a Torino e provincia. Basta sfogliare gli atti degli interventi delle forze dell’ordine della giornata di martedì, per capire quanto la situazione sia allarmante: sono quattro in nemmeno 24 ore gli arresti scattati con Codice rosso. In manette sono finiti uomini di età e nazionalità diverse, provenienti da contesti differenti. Me i reati di cui si sono macchiati sono sempre gli stessi: maltrattamenti (in due casi), o stalking (in altri due). In una città che ad agosto sembra deserta, ogni sei ore una donna è stata colpita.

Oltre all’ottantenne, un secondo uomo (anch’egli italiano) è stato sorpreso – questa volta dalle volanti della polizia – mentre picchiava la moglie. Era ubriaco. Avventarsi sulla consorte dopo avere bevuto è tragicamente una consuetudine anche per lui. Poche ore dopo le manette delle volanti sono scattate nei confronti di un albanese. Nonostante la relazione con la ex fosse terminata da un anno, lui non aveva mai smesso di perseguitarla. Le dava la caccia con appostamenti sotto casa e nei locali che frequentava.

Martedì l’uomo ha fatto irruzione al bar Barcellona, sapendo che lei si trovava lì con gli amici. L’ha aggredita, è scattato l’allarme. «Non sopportava l’idea che potessi avere un altro uomo», ha detto lei. Quasi contemporaneamente si è verificato un caso gemello: un altro uomo, italiano, lasciato dalla ex nel giugno del 2020, dopo avere perseguitato lei per 14 mesi, le ha fatto l’ennesimo appostamento per aggredirla. Anche lui aveva l’ossessione di volerla controllare, non tollerava l’idea che lei potesse essersi rifatta una vita. I quattro casi sono finiti sulla scrivania del pm Roberto Furlan. Oggi sono attese alcune convalide.

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