img_big
News

Torino, minacce all’ad Fiat: stella a cinque punte contro Marchionne

Sale la tensione a Torino a quattro giorni dal referendum sull’intesa per Mirafiori. Alcune scritte contro Marchionne, firmate con una stella a cinque punte, sono comparse ieri su un cartellone pubblicitario nel centro cittadino sul cavalcavia di corso Sommelier. Altre scritte sono state tracciate, sempre con vernice rossa e sempre con la stella a cinque punte, su due manifesti pubblicitari vicini al primo. “Marchionne fottiti”, c’é scritto sul primo, mentre sugli altri due ci sono le scritte “Non siamo noi a dover diventare cinesi” e “ma i lavoratori cinesi a diventare come noi”. Sul posto sono intervenuti gli investigatori della Digos che hanno avviato le indagini.
Secondo gli investigatori della Questura di Torino la stella a cinque punte non può essere tradotta immediatamente con collegamenti, più o meno diretti, con presunte o sedicenti Brigate Rosse. A parere degli investigatori, si tratta di “una simbologia forte”, non così “inedita” neppure negli ultimi tempi, usata comunque per “alzare il tono” e per attirare la massima attenzione. D’altronde – rilevano gli stessi investigatori – il dibattito sulla questione Fiat-Marchionne è a tinte forti anche a livello istituzionale, politico e televisivo, da non far meravigliare se alcune persone, magari anche tra i più giovani e comunque tra i cosiddetti antagonisti, cerchi di “calcare la mano”. Il livello di attenzione da parte della Digos e delle forze dell’ordine nel loro complesso – hanno riferito fonti investigative – è comunque alto, soprattutto in considerazione del fatto che siamo a pochi giorni dal referendum di giovedì e venerdì prossimi sull’accordo su Mirafiori.
La Fiom e la Cgil hanno condannato quanto accaduto: “Netta condanna di ogni forma di violenza e di ogni forma di critica e di battaglia politica antidemocratica”, in “un momento troppo delicato per dare spazio a provocazioni di qualsiasi natura e da qualsiasi parte provengano”, con l’invito “a non cadere in trappole mediatiche o peggio folcloristiche”. Il Presidente della Regione Piemonte, Roberto Cota invita a “non abbassare la guardia”; per il Pd non ci deve essere alcun “pretesto per la violenza, neanche simbolica”, mentre per il vicepresidente dei deputati del Pdl, Osvaldo Napoli “lo sdegno della sinistra è ipocrita”.
Ed è proprio dopo queste dichiarazioni che oggi pomeriggio, sul portone adiacente all’ingresso della sede regionale della Cisl, in via Sant’Anselmo 11 a Torino che sono comparse nuove scritte contro l’amministratore delegato Fiat: “Se Cisl ricatta…attacchiamo”. Questa volta scritta è in vernice nera. Ulteriori graffiti contro Marchionne anche in via Po. Questi episodi, stando a ciò che dichiara la segretaria Cisl Piemonte Giovanna Ventura, esprimono un ulteriore segnale di tensione in crescita. Tensione che andrebbe rasserenata tentando un confronto civile e democratico. Anche in via Sant’Anselmo è intervenuta la Digos.

 

Condividi sui social:

Scopri inoltre...

Precedente
Successivo
Precedente
Successivo