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«Mamma butta la pasta». Peterson rianima l’Armani

Dan Peterson ricomincia da Caserta. Da dove aveva finito, gara-3 della finale scudetto contro l’allora Mobilgirgi. I campani uscirono sconfitti allora e anche nella serata del Forum strappano lo stesso verdetto. Cosa ancora più importante, Milano apre la nuova era con un successo (98-84) davanti ad un avversario di buona caratura, grazie all’apporto in campo di Pecherov (doppia doppia con 21 punti, 14 rimbalzi e 2 stoppate) e in panchina dello storico coach, coadiuvato da un Giorgio Valli che al momento è qualcosa in più di un vice. Quarantotto ore sono ben poca cosa per considerare il vecchio Dan come un profondo conoscitore del materiale umano a sua disposizione, pur con tutta la conoscenza del mondo cestistico di cui Peterson dispone, ma è innegabile che il Nano Ghiacciato una scossa all’ambiente l’abbia data, come dimostra la reazioni di certi giocatori, in primis il russo e Finley.

IL RITORNO
Il clima è l’ideale per ricominciare, almeno guardando alla cornice di pubblico (5750 spettatori). Tante persone al Forum non si vedevano da tempo e a sentire il parere di chi dalle 18 è in coda alla biglietteria il merito è tutto del “nano ghiacciato”. In compenso dalla Curva di Milano vengono esposti due striscioni polemici con quella parte della tifoseria che ha fischiato l’uscente Piero Bucchi nelle ultime apparizioni. «Chi fischiava Bucchi è un deficiente e si merita Corbelli presidente. Ora fischierai anche Peterson?», la scritta che campeggia ad inizio gara. Il coach, da parte sua, ha ben altro a cui pensare, perché la sua Armani Jeans si trova a fronteggiare una squadra di tutto rispetto, poco intenzionata a fare da sparring partner per il ritorno del “numero uno”. Uno spettacolo nello spettacolo, visto da bordo campo. Peterson passeggia sulla linea laterale, grida “press” per stimolare una difesa più aggressiva, si passa una mano sul volto o china il capo quando i suoi subiscono un paio di triple piedi per terra abbastanza evitabili. Dimostra insomma di tenerci da matti e di essere rimasto un personaggio in grado di catalizzare su di sé l’attenzione dei presenti.

IL BREAK
Il primo a capire la lezione del coach è Pecherov, un iradiddio nel primo quarto, determinante per tutto il resto della contesa. Almeno dal punto di vista dell’intensità, il cambio qualcosa ha portato, tanto che Caserta è costretta a cedere alla distanza dopo aver tenuto il passo dei padroni di casa per i primi due quarti. Le smorfie di Peterson continuano anche quando Milano acquista un vantaggio considerevole, poco dopo l’intervallo, anche perché l’Armani perde qualche pallone di troppo e lascia avvicinare gli avversari. Il celebre “Mamma butta la pasta” arriva a ridosso dell’ultima sirena, ben più tardi rispetto a quanto avrebbe potuto fare l’Olimpia dopo il break decisivo del 3° periodo. Caserta, però, ha rispetto di cotanto personaggio, tornato a dirigere dopo 23 anni, e non va mai oltre il -7, scivolando nuovamente indietro nella parte conclusiva. Con un po’ di fatica, ma la festa è completa.
OLIMPIA ARMANI JEANS MILANO – PEPSI CASERTA 98-84 (27-21; 48-44; 76-62)

Milano: Jaaber 16, Hawkins 12, Maciulis 13, Mancinelli 9, Rocca 12; Pecherov 21, Finley 10, Mordente, Melli, Ganeto 5, Nardi. All Peterson
Mattia Todisco

 

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