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La Fiom corre da sola. Otto ore di sciopero per l’intesa a Mirafiori

La Fismic chiede a Sergio Chiamparino, Roberto Cota e Antonio Saitta di sostenere il sì al referendum che si svolgerà a gennaio tra i lavoratori delle Carrozzerie di Mirafiori. Dopo l’accordo raggiunto ieri da Fiat e sindacati (esclusa la Fiom) per dare il via alla newco per Pomigliano, a Mirafiori si guar­da alla consultazione tra le tute blu a cui è vincolato l’investi ­mento di un miliardo di euro. Ieri intanto, i metalmeccanici Cgil hanno deciso di indire uno sciopero contro gli accordi: si svolgerà il 28 gennaio, sarà di 8 ore e riguarderà l’intero com­parto metalmeccanico. La mo­bilitazione – ha spiegato il se­gretario generale Fiom, Mauri­zio Landini – è la risposta ad un «attacco senza precedenti ai di­ritti e alla democrazia».
«L’accordo su Mirafiori è im­portante e va sostenuto – ha dichiarato ieri Cota -. Non pos­siamo permetterci di perdere investimenti e nuovi posti di lavoro: ci vuole responsabilità ed apertura a qualche innova­zione ». «Speriamo che i lavora­tori approvino l’accordo su Mi­rafiori perchè è importante non solo per la Fiat ma anche per tutto l’indotto » , ha aggiunto Saitta. Gli enti locali torinesi ­compreso Chiamparino, che nei giorni scorsi aveva però au­spicato un rientro della Fiom a livello di rappresentanza – sono dunque compatti a favore dell’investimento.

L’articolo di Alessandro Barbieri su CronacaQui in edicola in Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta il 30 dicembre 2010 

 

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