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Torino, tatuaggi e coltello da rambo: la foto trofeo del baby killer

Un coltello da assalto lungo 25 centimetri, dalla lama bru­nita, simile al “Camillus” in dotazione ai marines america­ni. Lo impugna, in una foto scattata qualche giorno prima della furibonda rissa al circolo “Contigo”, Miguel Rodriguez, il ventiduenne peruviano ac­cusato di aver ucciso Omar Jonathan Davila Rios con due fendenti. È sdraiato sul letto mentre con espressione fiera brandisce l’arma del delitto. Forse è proprio quest’istanta­nea a fornire una spiegazione della insensata morte di un ragazzo di appena 17 anni.
Non è stato un regolamento di conti tra gang latine, infatti, a decidere la fine del diciasset­tenne originario di Trujillo, bensì un banale litigio tra ra­gazzi ubriachi che, pur non essendo legati a bande crimi­nali, ne scimmiottano gli at­teggiamenti: tatuaggi in bella vista sul collo, pose e fare da duri e coltello in tasca. In ogni caso un tipo di emulazione molto pericolosa, come testi­monia appunto la foto di Mi­guel Rodriguez – difeso dall’avvocato di fiducia Valter Campini – mentre posa da du­ro del ghetto. Una foto scattata da un suo amico, Juan Campos Meza, 27 anni, il quinto e ulti­mo arresto della polizia in se­guito alla “battaglia” scoppia ­ta al circolo di via Baltea. Fu proprio lui, infatti, a portare Rodriguez, ferito alla testa, all’ospedale e a gettare nello Stura il coltello. L’arma del delitto, grazie alle ammissioni dello stesso Campos, fu poi ritrovata la mattina del 23 di­cembre dai sommozzatori dei vigili del fuoco.

L’articolo di Thomas Ponte su CronacaQui in edicola in Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta il 28 dicembre 2010

 

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