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Agnelli e Marotta disegnano una Juve modello Barcellona

Perché dover andare a pescare sul mercato, quando si può tranquillamente attingere dal proprio settore giovanile? In molti club sembra quasi una necessità andare a versare soldi nelle casse di chi coltiva in casa i talenti, ma non è il caso della Juve che, tra le prime in Italia, ha capito quale sia la formula vincente per il futuro.
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Calciopoli portò alla ribalta i vari Marchisio, Giovinco e De Ceglie, una scelta obbligata e al risparmio per la dirigenza di allora. Per i vertici di oggi, invece, non è una scelta dettata dai fatta, ma ponderata. Costruire una “cantera bianconera” prendendo come modello, appunto, il settore giovanile del Barcellona. Campioni fatti in casa dunque. Dopo la generazione dei Pasquato, degli Ekdal e degli Immobile è arrivata la nuova nidiata che oggi vede Costantino, Sorensen, Giandonato, Camilleri e Giannetti far la spola tra la Primavera e la prima squadra. Giocatori che stanno dando il loro apporto e che presto potrebbero essere seguiti da altre novità. E intanto Filippo Boniperti, nipote del grande Giampiero, ha firmato il primo contratto da professionista con la Juve.

I particolari su CronacaQui in edicola in Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta il 23 dicembre 2010

 

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