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Cronaca

Pietro Taricone morto per un suo errore: archiviata l’indagine

E’ stata archiviata l’indagine sulla morte di Pietro Taricone, il popolare attore che ha conosciuto la fama dopo la partecipazione alla prima edizione del Grande Fratello. La Procura della città umbra ha ricostruito i fatti dello scorso giugno quando Taricone si schiantò al suolo con il paracadute. Nessun guasto alle attrezzature: è morto per un suo errore perché “aspettò prima di atterrare”.
Il fascicolo per omicidio colposo a carico di ignoti è stato infatti chiuso dal giudice Maurizio Santoloci. Il gip ha così accolto una richiesta presentata nelle scorse settimane dal sostituto procuratore Elisabetta Massini che aveva coordinato l’indagine della squadra mobile. Il fascicolo, aperto inizialmente con l’intestazione “atti relativi”, era stato poi modificato in omicidio colposo contro ignoti.
Secondo quanto emerso dagli accertamenti l’attore eseguì infatti la manovra di atterraggio con una tecnica considerata rischiosa, vietata all’altezza alla quale venne attuata. Ipotesi emersa già subito dopo l’incidente. Taricone era un paracadutista esperto, con alle spalle centinaia di lanci.

La frenata finale – avevano riferito i testimoni ed è stato confermato dall’indagine – era stata però compiuta a un’altezza vietata dalle normative (una ventina di metri), troppo in basso, e secondo una tecnica considerata particolarmente rischiosa. Taricone dopo l’impatto al suolo era stato soccorso e rianimato sul posto e trasportato in ospedale con gravissime lesioni alla testa, all’addome e agli arti inferiori, unite a emorragie definite “importanti” dai medici. Fu sottoposto a un’operazione durata diverse ore. Poi, intorno alle 2.30 del 29 giugno, la morte nel reparto di rianimazione dove era stato trasferito.

 

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