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Cronaca

Ddl Gelmini, studenti al Quirinale. Scontri da Milano a Palermo (invia foto e video)

Sono in corso in diverse città le proteste degli studenti contro il ddl Gelmini che oggi dovrebbe essere definitivamente approvato in Senato anche se gli emendamenti da votare sono diverse centinaia ed il voto finale potrebbe slittare. A Palermo si sono già registrati i primi scontri: circa un migliaio di studenti con caschi e book block, pannelli di polisterolo con disegnate le copertine di libri famosi, si sono scontrati con i poliziotti in tenuta anti sommossa cercando di entrare a palazzo d’Orleans sede della presidenza della Regione. Gli studenti hanno poi lanciato pietre contro la questura. Un sasso ha colpito anche una giornalista dell’Ansa ad un braccio. I giovani hanno incendiato al centro della carreggiata in piazza Indipendenza un cassonetto e si stanno spostando a piccoli gruppi verso palazzo dei Normanni, sede dell’Assemblea regionale siciliana, che dista poche decine di metri da palazzo d’Orleans. Negli scontri anche alcuni giovani sarebbero rimasti feriti, secondo quanto loro stessi hanno raccontato, dalle manganellate delle forze di polizia. In particolare uno di loro ha affermato di essere stato colpito al capo, mentre alcuni studenti dicono che un altro ragazzo ha riportato la rottura della mascella. Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano si è detto disponibile ad un incontro con gli studenti.

“Non c’é alcuna intesa. Le opposizioni fanno legittimamente ostruzionismo e il Senato proseguirà i lavori ad oltranza. Questa sera c’é una seduta notturna fino a mezzanotte e domani votazioni non stop e spero che il ddl sia approvato entro domani sera”. Il presidente del Senato, Renato Schifani, conversando con i giornalisti durante il brindisi di Natale con la stampa parlamentare spiega come si precede in Aula sulla riforma universitaria augurandosi che non si ripetano “momenti di tensione perché il clima nel Paese è estremamente teso”.

Una delegazione ristretta di studenti che stamani hanno sfilato per le strade della Capitale è giunta al Quirinale per consegnare la lettera-appello al Presidente della Repubblica. Una decina di studenti chiedeal Capo dello Stato di “non firmare la legge”. Gli studenti hanno scritto una nuova lettera al presidente della Repubblica per accogliere la disponibilità ad incontrarli. Gli studenti hanno mandato un messaggio alla Prefettura, che dovrà a sua volta inoltrarlo al Quirinale. “Illustrissimo Presidente – scrivono – anche oggi le piazze sono piene di studenti e studentesse, ricercatori e lavoratori della conoscenza che da mesi si mobilitano per riconquistare il nostro futuro è quello dell’intero Paese”. “Abbiamo appreso dalla stampa – continuano – la disponibilità ad incontrarci: a tal proposito le manifestiamo tutto il nostro interesse a che ciò avvenga quanto prima”. “Le alleghiamo inoltre la lettera a lei indirizzata già diffusa alla stampa nella giornata di ieri. Sicuri di un suo riscontro le porgiamo distinti saluti. Gli studenti e le studentesse in mobilitazione”.

Gli studenti della Sapienza bloccano l’imbocco della Tangenziale dalla via Prenestina a Roma poi il corteo va in periferia. Diverse migliaia di studenti sfilano in corteo sulla tangenziale in direzione del centro. Il tratto della tangenziale al momento è stato chiuso. I manifestanti sono diretti all’Università ma hanno fatto una deviazione del percorso ‘immettendosi’ sull’autostrada. Probabilmente percorreranno circa 300 metri per poi uscire a Casalbertone e andare verso La Sapienza. “Ci scusiamo per il disagio” è questo lo slogan scandito al ritmo di battito delle mani dal corte degli studenti che sta attraversando la tangenziale, prima all’imbocco dell’A24. I manifestanti stanno camminando fra le auto bloccate. Qualche autista solidarizza, applaudendo al passaggio.

Anche a Napoli si sono registrate tensioni. Dal corteo dei manifestanti csono stati lanciati diversi petardi sui cumuli di rifiuti che si trovano nelle zone limitrofe, soprattutto in via Sant’Anna dei Lombardi. Proteste da parte di alcuni residenti che denunciavano il rischio di incendio dei rifiuti stessi. “Vogliamo che questa sia una manifestazione pacifica – spiega Roberto, del liceo Mercalli – perché solo così si sentiranno le ragioni della nostra protesta, altrimenti si parlerà solo di eventuali scontri”. Antonio, del Convitto Nazionale, sostiene: “da lunedì ci stiamo organizzando per questa manifestazione. Abbiamo visto quello che è successo ieri in Senato e siamo scandalizzati. Non ci sentiamo rappresentati da queste persone che a causa di questa legge elettorale non ci sentiamo rappresentati”.

Dopo una lunga fase di stallo, il corte di universitari di Milano ha ripreso la marcia e, nelle trattative con i responsabili dell’ordine pubblico, è stato deciso di cambiare l’obiettivo della manifestazione che si dovrebbe concludere alla sede distaccata di Scienze Politiche dell’Università Statale in via Conservatorio. In precedenza, quando i manifestanti avevano sfondato il cordone delle forze dell’ordine, gli agenti hanno cercato di bloccarli usando i manganelli.

 

Per inviare foto e video delle manifestazioni nelle varie città d’Italia scrivete a reporter@cronacaqui.it

 

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