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Il grazie dei clochard: «Esistiamo anche noi ora tutti lo sapranno». E l’assessore consegna i sacchi a pelo con CronacaQui

Marta e Paolo (i nomi sono di fantasia) non hanno ancora vent’anni. Dicono di essere scappati di casa «per amore», e ora vivono con i loro due cani in galleria San Federico. «Per necessità», spiega lei, mentre srotola uno dei sacchi a pelo che CronacaQui sta distribuendo a centinaia di clochard di Torino e Milano e lo stende sul corpo intirizzito del suo compagno. «Vi ringrazio – aggiunge – quello che state facendo è molto importante. Per il sacco a pelo, ma soprattutto perchè fate capire alla gente che di solito ci guarda con diffidenza che esistiamo».

Nel centro di Torino è notte fonda, l’atmosfera natalizia soltanto nelle luminarie e nelle vetrine dei negozi. Il termometro in piazza San Carlo segna -3, e intorno al cinema Lux ci sono almeno cinque corpi accovacciati sotto le coperte in posizione fetale.  A pochi passi da Marta e Paolo, verso via Roma, dorme un uomo sui cinquant’anni. Barba lunga, una sola coperta, respira a fatica e trema. Quando i cronisti provano a chiamarlo, non si sveglia, ma anche lui, la mattina successiva, avrà un nuovo sacco a pelo per far fronte a questo rigido inverno. In piazza Cln, dove è morto Sergio Manunza, qualcuno ha appeso una lettera: «Sergio, è strano pensare che fisicamente non condividi più, anche insieme a me, la stanza della poesia eretta nel cuore e nella mente di qualcuno. La tua poesia, che forse prima non riuscivo a cogliere appieno, ora mi è chiarissima». La lettera, firmata, si conclude con un grazie.

Dal lato opposto della piazza, sono accovacciati un uomo e una donna sui sessant’anni. Sono partiti dalla Romania per cercar fortuna e hanno trasformato i gradini accanto alla chiesa in casa. Lei, per chiedere qualche centesimo, tende l’unica mano che una malattia congenita le ha risparmiato. Lui suona la fisarmonica e, quando riceve il sacco a pelo, ringrazia con un inchino. Poi intona una vecchia canzone dell’Est che rompe il silenzio della piazza. Il frastuono delle vie trafficate è lontano di qui, ma la tranquillità è un’altra cosa. «C’è sempre qualcuno pronto a fregarti», diceva il clochard deceduto in un’intervista di qualche mese fa. E d’inverno, il peggior nemico dei senza tetto, è il freddo.

Per combatterlo, CronacaQui, che continuerà a fare la sua parte nei prossimi giorni, ha invitato tutti, istituzioni e cittadini, a dare il proprio contributo. E all’appello hanno subito aderito in molti. Tra i politici, l’assessore alla Cultura in Regione, Michele Coppola, che ieri sera ha voluto consegnare in prima persona i sacchi a pelo ai senzatetto del centro. Un contributo importantissimo lo stanno dando i volontari dei City Angels e quelli degli Asili Notturni Umberto I di via Ormea. Ogni sera, nel centro diretto da Marco Cauda, vengono serviti 160 pasti caldi e ospitate 16 persone in dormitorio. Altre possono soggiornare in quattro appartamenti offrendo in cambio il proprio contributo in cucina o in sala. Dentisti e medici volontari (l’altra sera era di turno l’ex primario di pneumologia del San Luigi, Severino Bruna) visitano gli ospiti e, se possibile, li curano sul posto. Ogni sera, ogni notte, l’emergenza ha un volto e un nome diverso. Ma la ricetta, insegnano l’esperienza dei City Angels, degli Asili Notturni, e di tutti coloro che hanno deciso di aderire all’appello di CronacaQui, in tutti i casi «deve partire dal cuore». E’ quanto sostiene Maria, una nostra lettrice che ieri mattina ha portato in redazione i sacchi a pelo che i suoi figli non usano più. «Io non me la sento di uscire di notte e portarli di persona – ha detto – dateli voi a chi ne ha bisogno».

tamagnone@cronacaqui.it

 

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