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Bruino, l’amante diabolica non agì da sola: si cercano gli altri killer di Marina

La verità sull’omicidio di Marina Patri­ti potrebbe essere stata sepolta con lei nella sua tomba. Questa mattina, infatti, la Procura conferirà a due consulenti tecnici l’incarico di analizzare tracce di Dna e impronte digitali trovate sul corpo della casalinga di Bruino e nel­la terra in cui è stata seppellita.
Un atto che potrebbe dare una svolta alle indagini: le tracce di Dna trovato nella fossa potreb­bero infatti essere la prova che una terza persona era presente sulla scena del delitto oltre a Maria Teresa Crivellari e a suo figlio, Alessandro Marella.
Il pm Eugenia Ghi continua quindi a cercare la verità su come andarono veramente le cose quel 18 febbraio. La rico­struzione fornita dall’amante di Giacomo Bellorio, il marito di Marina, e da suo figlio conti­nua a non convincere del tutto gli investigatori. Sono due i punti su cui bisogna ancora fare chiarezza: l’esecutore materiale dell’omicidio e l’eventuale ruo­lo avuto da Bellorio che per ora non è neanche stato iscritto nel registro degli indagati ma che è stato chiamato in causa dalla stessa Crivellari. Si spiegano così le ulteriori approfondite analisi ordinate sul corpo della casalinga: prima quelle per trovare eventuali tracce di terra nei polmoni e poi quelle che saranno asse­gnate oggi su dna e impronte digitali. Esami che hanno anche l’effetto seconda­rio di far slittare ulteriormente il via libera ai funerali di Marina.

L’articolo di Claudio Neve su CronacaQui in edicola in Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta il 14 dicembre 2010

 

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