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Cronaca

Da Yara alla piccola Matilda, quando la giustizia fa fiasco

Un banale errore di traduzione rischia di costare caro allo Stato, dal momento che il marocchino arrestato e poi rilasciato nel caso Yara pare deciso a chiedere i danni. Ma ci sono altri precedenti in cui, per un errore di traduzione, o di interpretazione, degli innocenti sono finiti in carcere con gravi accuse.

Elena Romani, la conturbante hostess di 31 anni accusata e poi prosciolta (ma è tuttora pendente in Cassazione il ricorso del Procuratore Generale) di aver ucciso, il 2 luglio 2005, la figlioletta Matilda, di 22 mesi, poteva essere condannata all’ergastolo sulla base di un’intercettazione ambientale sballata.

Adel Ben Slimen, tunisino di 35 anni,invece ha passato in carcere due anni e otto mesi della sua vita con l’accusa di associazione finalizzata al terrorismo internazionale da cui è stato assolto l’8 luglio scorso. E anche in questo caso  alla base dell’errore, c’è una traduzione sbagliata. Il marchio di una famosa bevanda scambiato per la richiesta di documenti “vergini” da falsificare per sostenere integralisti islamici.

Tutti gli articoli relativi a queste vicende su CronacaQui in edicola in Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta l’8 dicembre.

 

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