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Torino, contagiati da epatite e Aids: risarciti dalle multinazionali

Contagiati dall’epatite e dall’Aids dopo avere assunto farmaci infetti per la cura dell’emofilia. Dopo anni e anni di sofferenza e battaglie legali, 443 italiani sono stati risarciti da quattro multinazionali.
Tra il 1970 e il 1980 svariate case farmaceutiche, si parla di colossi americani ed europei, misero in produzione farmaci emoderivati per la cura d e ll ‘ emofilia usando plasma infetto. Il sangue necessario al­la loro preparazione veniva rac­colto dai detenuti nelle carceri americane e da abitanti di paesi ad elevata emergenza sanitaria, come Haiti, Belize e Nicaragua, o addirittura acquistato in un mercato clandestino di sacche di plasma al confine tra Messi­co e Texas. Tutto questo, ovvia­mente, comportava vantaggi economici notevoli per le mul­tinazionali, che così facendo abbattevano i costi di produzio­ne del farmaco. I donatori non erano stati sottoposti al test per l’individuazione dell’Hi v, all’epoca infatti si ignoravano i legami tra l’insorgere dell’Aids e la presenza di Hiv. Il risultato di questa prassi scellerata fu catastrofico: circa tre milioni di persone nel mondo infettate col virus dell’Hiv, oltre diecimila i morti accertati, poco più di quattrocento nella sola Italia.

 
L’articolo di Thomas Ponte su CronacaQui in edicola in Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta il 3 dicembre 2010

 

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