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LA STORIA Dal 2011 la donna denuncia maltrattamenti: «Mi hanno anche minacciato»

A 89 anni perseguitata dai vicini: i giorni da incubo di nonna Ines

Problema di conflittualità con la famiglia del piano di sopra, Atc al lavoro per il cambio alloggio

Vessazioni, maltrattamenti, scherzi di cattivo gusto. Persino un’aggressione fisica. C’è di tutto e di più nei numerosi esposti che la signora Ines, 90 anni il prossimo marzo, ha presentato negli ultimi sei anni all’attenzione della polizia municipale e dei carabinieri. La donna, invalida, vive dal 1983 all’ultimo piano di una palazzina popolare.

«Ma i miei problemi – racconta la povera vittima – sono cominciati qualche annetto fa. Quando i miei nuovi vicini hanno pensato bene di diventare i padroni della mansarda». La signora, alcune volte, ha redarguito i figli dei vicini perchè – si legge nell’esposto – «provocavano schiamazzi andando su e giù per il pianerottolo con i pattini».

In quella stessa circostanza Ines chiese di non danneggiare le sue piante, poste sul pianerottolo. E in seguito rimosse. «Fu quella volta – ricorda la pensionata – che fui aggredita da una donna di oltre cento chili che mi ha rifilato un pugno nell’occhio destro e un altro sul petto. In seguito il marito ha anche impugnato un coltello dicendo che avrebbe ucciso me e mio figlio». A seguito di quell’episodio l’anziana si è recata all’ospedale Gradenido dove è stata visitata e poi dimessa con una prognosi di cinque giorni.

Negli ultimi mesi Ines ha chiesto anche l’aiuto del signor Francesco, un altro vicino. «In due occasioni – racconta l’uomo – qualcuno ha buttato dell’acqua lungo le scale. Due persone si sono anche fatte male». In una nuova querela compaiono altre ingiurie rivolte dai vicini a Ines. Su tutte un «Prima o poi la farà finita con te, mi libererò della tua presenza». E altre intimidazioni. «Più volte mi hanno preso a calci il girello».

Ines, sconvolta dalle vessazioni, avrebbe anche provato a chiedere il cambio alloggio. Il problema di conflittualità è noto ad Atc che ha richiesto l’intervento di mediazione del nucleo di prossimità della polizia municipale. «La situazione – spiegano da corso Dante – vede da un lato la signora che ha un’età avanzata e per la quale traslocare in una casa diversa da quella in cui ha sempre vissuto costituirebbe un piccolo trauma. E dall’altro una famiglia particolarmente numerosa in un appartamento di piccola metratura».

L’intervento di mediazione dei vigili ha convinto questa famiglia a presentare una domanda di cambio alloggio in deroga che sarà valutata in tempi brevi dalla commissione. «Se verrà accolta – continuano dall’Agenzia – la famiglia potrà trasferirsi in un appartamento. Mettendo la parola fine alle vessazioni».

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