img_big
Sport

La Serie A sciopera l’11 e 12 dicembre

 E sciopero sarà. Anche i calciatori ricorro­no all’ultima frontiera della protesta procla­mando che incroceranno le braccia (o sareb­be meglio dire i piedi) l’11 e il 12 dicembre prossimi in occasione della sedicesima gior­nata di campionato. L’annuncio lo ha dato il presidente dell’Assocalciatori, Sergio Cam­pana (foto), dopo aver abbandonato l’ultimo tavolo delle trattative, quello che ieri era stato promosso dal presidente della Feder­calcio, Giancarlo Abete, per cercare di met­tere “pace” tra la Lega di Serie A e l’Aic. Un tentativo miseramente naufragato per le stes­se ragioni che avevano impedito l’inizio vero delle trattative: i calciatori, disponibili a trat­tare su sei degli otto punti sul tappeto (con­tratto flessibile ancorato ai risultati, profes­sionalità, comportamento, cure mediche, sanzioni e collegio arbitrale) si rifiutano di mettere in discussione i trasferimenti obbli­gatori a parità di condizione e l’allenamento fuori rosa che oggi si configura come “mob ­bing” e che i presidenti vorrebbero in qual­che modo legalizzare. Ormai è “muro contro muro” e sembra che nulla possa ormai impe­dire un week-end senza Serie A, così come era accaduto in passato il 16 e 17 marzo 1996 quando protestarono contro la legge Bosman ma anche per il rinnovo del contratto collet­tivo. «Stiamo assistendo a un pericoloso gio­co al massacro: lo sciopero dei calciatori è una decisione irresponsabile e senza ragioni. Sono stupefatto dalla decisione dell’Aic di alzarsi dal tavolo della trattativa mentre il presidente Abete stava illustrando la bozza di sintesi preparata dalla Figc», ha affermato il presidente Beretta. Lo stop «nasce dal rifiuto della Lega – ha ribattuto Campana – di accettare l’impostazione dell’Aic di esclude­re dalla discussione gli allenamenti separati e il trasferimento coatto».

 

Condividi sui social:

Scopri inoltre...

Giubileo - Casa funeraria
Precedente
Successivo
Precedente
Successivo