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Cronaca

Governo battuto alla Camera su un emendamento dell’Udc al dl università

Poche ore dopo l’irruzione degli studenti al Senato e gli scontri con la polizia a Roma, la riforma dell’università viene discussa alla Camera e il governo va sotto. Dopo i due voti contrari di martedì il governo è stato battuto ancora in aula alla Camera nel corso dell’esame del ddl voluto dal ministro Gelmini. E’ stato infatti approvato con i voti di Futuro e Libertà e dell’opposizione un emendamento dell’Udc su cui l’esecutivo aveva espresso parere contrario. La proposta di modifica, spiega la centrista Paola Binetti, «riguarda l’opportunità di riconoscere il valore del lavoro dei medici impegnati nei policlinici universitari in attività di formazione». L’emendamento è passato con 284 sì, 254 no e cinque astenuti. Commenta ironico con i cronisti in Transatlantico il leader dell’Udc, Pier Ferdinando Casini: «Sono andati sotto su un nostro emendamento? Sono davvero sorpreso…». Il leader Udc fa riferimento all’invito rivolto questa mattina al suo partito dal presidente del consiglio.

La conferenza stampa di Berlusconi
Suggerisce all’Udc un appoggio esterno al governo, invita Fini a dimettersi e dice che il prossimo 14 dicembre la maggioranza otterrà la fiducia. “Se questo non sarà possibile – aggiunge Silvio Berlusconi durante la conferenza stampa indetta per presentare un pacchetto di misure per l’occupazione giovanile da 300 milioni –  è chiaro che ci recheremo dal capo dello Stato e chiederemo il ritorno alle elezioni”.

“All’Udc suggerisco un appoggio esterno al governo”, dichiara il presidente del consiglio. “Ciascuno dovrebbe restare fedele al voto ricevuto – aggiunge il premier – L’Udc si è presentato da solo, per l’opposizione di Gianfranco Fini che non voleva facesse un accordo con noi. Oggi avrebbe l’occasione di dimostrare che non pensa solo al tornaconto del proprio leader, ma a quella del Paese che ha necessità di avere una maggioranza stabile”.

Poi il capo del governo risponde a Fini che gli aveva chiesto di fare «un passo indietro». «Credo che a farlo dovrebbero essere altri, come il presidente della Camera che invece di essere super partes è stato di parte e ha fondato un partito sulla sua figura di leader».

Sul voto di fiducia del prossimo 14 dicembre: «Avremo una maggioranza, una buona maggioranza sia al Senato sia alla Camera. Se questo non sarà possibile, è chiaro che ci recheremo dal capo dello Stato e chiederemo il ritorno alle elezioni».

 
Sull’informazione: «Ha ragione Sarkosy: basta disinformazione. Questo governo continua a lavorare nonostante il gossip e le polemiche. Il presidente del Consiglio ha raggiunto un risultato epocale al vertice Nato di venerdì e sabato, e invece i giornali hanno titolato su una vicenda di gossip, quasi non mettendo in prima pagina un traguardo impensabile».

Il Cavaliere risponde anche al presidente della Ferrari Luca di Montezemolo: «Parlare è facile, fare i fatti è difficile. E noi stiamo facendo i fatti. Ho sentito affermazioni sul fatto che l’Italia non riesce ad aumentare il Pil al pari di altri Paesi. Si dimentica che abbiamo ricevuto eredità drammatiche dai governi precedenti, che pesano sulla nostra economia e che non possono essere risolte con un colpo di bacchetta magica».

Quanto al tema per cui era stata indetta la conferenza stampa, il presidente del consiglio annuncia «Ci occuperemo di misure per incentivare i giovani a creare nuove imprese, introducendo un’imposta del 10% in tre anni al posto di tutte le altre imposte e addizionali», ha spiegato il presidente del Consiglio. «Sarebbe un grande incentivo: ne stiamo discutendo con Tremonti e le forze sociali».

 

 

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