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Arenaways è pronta a partire: Torino-Milano senza fermate

 Inaugurazione tra le pole­miche, ieri, per la tratta ferro­viaria Torino-Milano gestita da Arenaways, prima azienda privata che prova a spezzare il monopolio delle Ferrovie del­lo Stato. Lunedì prossimo il primo treno viaggerà per i passeggeri, nonostante l’ulti­mo stop arrivato dell’Ufficio per la regolazione dei servizi ferroviari, che vieta le fermate intermedie di Santhià, Vercel­li e Novara perchè non ci deve essere «interferenza con i ser­vizi per i quali è previsto un contributo pubblico».
«Questa decisione è folle, as­surda e rappresenta un grave danno per tutto il sistema Pie­monte – ha dichiarato Giusep­pe Arena, patron dell’azienda alessandrina, durante la pre­sentazione del treno alla stampa -. È un’opportunità di scelta negata ai viaggiatori, negativa anche per l’azienda che in questo modo vede ral­lentare lo sviluppo di un’atti ­vità che avrebbe creato ulte­riori nuovi posti di lavoro». «Finalmente possiamo parti­re – ha aggiunto Arena – ogni volta inventavano qualcosa per non farci iniziare. Diamo fastidio anche alla Regione a cui da luglio chiediamo un incontro senza ottenerlo. Si parla tanto di liberalizzazio­ni, ma poi nessuno le vuole». È un giudizio non condiviso dal l’assessore ai Trasporti della Regione Piemonte, Bar­bara Bonino: «Non abbiamo mai sostenuto che l’entrata in servizio di Arenaways avreb­be ostacolato Trenitalia – ha risposto -. Il nostro interesse è sempre stato in primo luogo rivolto alla tutela degli utenti del servizio di trasporto pub­blico, in particolar modo i pendolari. Non è nostra inten­zione difendere Trenitalia – ha concluso – nè tantomeno osta­colare Arenaways o altri sog­getti privati. Lavoriamo per migliorare il servizio ferrovia­rio regionale nel suo comples­so ».
Domani Arenaways avvierà quindi la vendita dei biglietti, che potranno essere acquista­ti on line o presso i rivenditori autorizzati. Si potranno com­prare anche a bordo e senza sovrapprezzo e sono previsti a partire da 30 minuti di ritar­do, anche se questo fosse stato causato da problemi delle in­frastrutture.
[al.ba.]

 

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