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INCHIESTA – Le mafie si ingrassano con l’usura, 25mila torinesi vittime di strozzini

I dati mettono i brividi. In città e nella prima cintura, la piaga dell’usura ha assunto contorni vasti ed inquietanti. Sono le cifre che emergono dallo studio presentato ieri nel corso di “No usura day” da “Sos Impresa-Confesercenti”.Nel 2009 i torinesi che si sono rivolti agli usurai sarebbero più di 24 mila. Persone a cui è negato il credito bancario o l’accesso a quello delle finanziarie. «Ma non pensate a cifre astronomiche – dice “Zia Lia”, nota strozzina e arzilla vecchietta che fa affari dalle parti di via Cibrario – da me viene gente che ha bisogno di 1000, 2000 euro al massimo.Ci sono protestati, ma di solito sono persone che hanno un’attività. I soldi che presto servono per coprire altri debiti, magari con le banche. Io faccio quello che posso, li aiuto». Un “aiuto”, quello di “Zia Lia”, che ha un prezzo: un interesse mensile del 25% sul capitale.Tra Torino e provincia, gli strozzini in attività e conosciuti dalle forze dell’ordine sarebbero 120. Nessuna difficoltà per contattarli, c’è sempre qualcuno, amico o collega, disposto a suggerire il numero di telefono giusto. Lo strozzino classico non presta mai grosse cifre.L’articolo di Marco Bardesono, l’intervista ad una vittima e la mappa dell’usura a Torino su CronacaQui in edicola in Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta il 22 settembre 2010

 

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