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Nei campi abusivi ecco le carovane dei rom di Sarkozy

Sono arrivati alla spiccio­lata e senza alzare troppa polvere molti sono rientrati in Francia. Altri hanno pre­ferito fare tappa a Torino, in uno dei tanti insediamenti irregolari all’interno di ca­scine e fabbriche abbando­nate o in uno dei campi “tol­lerati”, per poi puntare ver­so «posti più accoglienti». Ma l’effetto degli allontana­menti dal territorio francese di migliaia di zingari rome­ni non è stato solo passegge­ro sotto la Mole, andando ad ingrossare realtà marginali e spesso invisibili, comunità nascoste e poco controllabi­li come quelle di corso Taz­zoli, lungo Stura Lazio o, peggio ancora, il rudere del­la cascina Continassa. Cercare di capire quanti sia­no effettivamente i Rom di origine romena, ormai stan­ziali a Torino, produce un risultato mai preciso e sem­pre oscillante. Il totale passa con facilità dalle 2.800 alle 3.500 presenze in media, senza tener conto di zone di contiguità con comunità o gruppi di persone che, a parte la nazionalità e la con­divisione di baracche o sta­bilimenti in disuso, in co­mune con i Rom non hanno davvero nulla. Tra questi vanno ricercati gli sfruttato­ri delle giovani prostitute che affollano il marciapiede di strada Druento o il lungo Stura ogni pomeriggio.L’articolo su CronacaQui in edicola in Piemonte, Liguriae Valle d’Aosta il 3 settembre 2010

 

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