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Da Beverly Hills a Torino, presi 28 truffatori

Un giro di carte di credito con i codici rubati negli Usa e poi usate in tutto il mondo, è stato sgominato dalla polizia stradale di Torino e dagli agenti del commissariato San Paolo. In tutto sono state indagate 72 persone di cui 28 arrestati.Le carte sono state usate soprattutto in Italia e in Gran Bretagna, per rubare del denaro grazie a commercianti compiacenti. Con la polizia di Torino ha collaborato il Secret Service americano nell’ambito di un’ operazione coordinata dalla Procura, denominata “Lagos” per via della presenza nel giro di molti nigeriani e della Nigeria. «Il lato oscuro della globalizzazione»: così il procuratore capo Giancarlo Caselli ha definito l’attività dei truffatori coinvolti. Quaranta delle persone coinvolte sono commercianti, ovvero rivenditori di auto, gioiellieri, ristoratori, gestori di negozi di abbigliamento, per la maggior parte residenti in città, ma anche ad Alessandria, a Voghera, La Spezia, Cagliari. E anche a Dubai.Le indagini sono iniziate un anno e mezzo fa dopo l’individuazione, in un normale servizio di controllo, di due auto rubate di grossa cilindrata. Erano state noleggiate e poi mai restituite, grazie all’uso di una carta con codice rubato. Uno dei tantissimi modi di “riciclare” il denaro che le carte clonate rendevano possibile procurarsi. Il sodalizio criminoso girava intorno ad un capo, Lawal Saheed, 36 anni, nigeriano, che usava come base un alloggio in corso Giulio Cesare 158, costantemente in contatto con 3 “agenti”, sempre nigeriani, due operanti in America, uno in Canada, addetti a rubare i codici delle carte di credito. I commercianti coinvolti ricevevano il 10-15% del denaro a transizione conclusa. Il giro d’affari era di 5milioni di dollari l’anno. Tra gli arrestati ci sono due torinesi, i fratelli Alessandro e Luca Mannu, titolari del negozio di abbigliamento Bagar di via Cavour. Tra gli indagati anche i gestori dell’autosalone L.R. , del ristorante Boheme, del negozio di filatelia Bentes di via Giolitti.m.bar.

 

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