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L’EMERGENZA

8 MARZO. Incubo lockdown per le donne maltrattate

Nel corso del 2020 solamente il Telefono Rosa ha accolto due vittime di violenza al giorno

Due donne al giorno vengono accolte e aiutate dal Telefono Rosa Piemonte. Il segno che neanche la pandemia ha posto un freno all’emergenza delle violenze in famiglia. Al contrario, la forzata convivenza nei lunghi periodi di lockdown sembra aver peggiorato la situazione.

Il Telefono Rosa ha diffuso ieri i numeri della propria attività nel 2020: 741 donne accolte, 446 accompagnate alla rete del privato sociale e istituzionale dei servizi, 4.671 contatti on line. «La pandemia – spiegano dal Telefono Rosa – non ha rallentato la nostra attività. È stato potenziato il servizio on line, e abbiamo riorganizzato spazi, attrezzature e flussi di utenza, al fine di garantire la corretta applicazione delle misure anti-contagio». Misure che in sostanza hanno portato a un numero di donne accolte sostanzialmente analogo agli anni precedenti. L’attività quindi non si è mai fermata e ha permesso di rilevare le «maggiori violenze determinate dalla convivenza forzata in casa, nonostante la presenza dei figli nel periodo di chiusura delle scuole». In ogni caso, a sostanziale parità di dati, si è osservata una «maggiore spietatezza, dimensione e frequenza delle condotte violente».

Un’emergenza confermata anche dalle forze dell’ordine. «Nel corso del primo lockdown – ha spiegato pochi giorni fa il questore, Giuseppe De Matteis – abbiamo arrestato 26 persone per maltrattamenti in famiglia, più che per rapina (23) o per furto d’auto (24). Un trend che in sostanza è rimasto invariato nella seconda ondata, dal 5 novembre al 13 dicembre, quando abbiamo arrestato altri 12 uomini». E l’inizio del 2021 non promette nulla di buono: «A gennaio e febbraio contavamo già 27 arresti per maltrattamenti e 10 per molestie o stalking – conclude il questore -. E solo nei primi 5 giorni dell’anno le nostre volanti hanno risposto a 44 richieste di aiuto da parte di donne». Dati che secondo la questura sottolineano come questa, subito dopo lo spaccio di droga, sia l’emergenza più grossa con cui confrontarsi in questo momento.

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