img_big
News

“La truffa di padre Rambo”. Chiusa l’inchiesta sul prete

Prima ha denunciato di essere rimasto vittima di una estorsione, poi è finito a sua volta nei guai per truffa e malversazione ai danni dello Stato. Il nome di padre Mario Loi, il sa­cerdote torinese conosciu­to come ” padre Rambo” per l’impegno sociale svol­to a favore del quartiere Falchera, era stato iscritto nel registro degli indagati della procura di Torino nella primavera del 2006. A distanza di quattro anni da quella iscrizione, il so­stituto procuratore Anto­nio Malagnino ha chiuso nei giorni scorsi l’inchiesta e notificato al sacerdote il tradizionale avviso di chiusura indagini. Oltre al nome di padre Loi, assisti­to dall’avvocato Giuseppe Bernardo, nel 415 bis in possesso della procura so­no finiti anche i nomi dell’imprenditore Ludovi­co Guidoni, assistito dall’avvocato Cesare Zac­cone e accusato di truffa in concorso con Loi, di Gian Luca Febo e Paolo Anglisa­ni (assistiti da Alessandra Bianco, il primo, e da An­tonio Mencobello e Wilmer Perga, il secondo: rispon­dono entrambi di estorsio­ne ai danni di padre Loi). Era salito agli onori della cronaca per aver denuncia­to di essere rimasto vittima di una estorsione. Poi, pe­rò, il suo nome era stato iscritto nel registro degli indagati della procura di Torino con l’ipotesi di rea­to di ” malversazione ai danni dello Stato”. Secon­do l’accusa sostenuta dal pm Malagnino, padre Loi avrebbe infatti versato 86mila euro per una consu­lenza costata in realtà sol­tanto 26mila euro, e avreb­be pagato perché aveva promesso quel denaro al consulente amico. Lo stes­so “padre Rambo” aveva puntato l’indice verso Pao­lo Anglisani, titolare di una agenzia di consulenze e intermediazioni chiama­ta “Procacciatutto”. Angli­sani si sarebbe fatto conse­gnare da Mario Loi 86mila euro per una consulenza svolta nell’ambito del pro­getto di ristrutturazione dei locali dell’associazione Speranza Azzurra 2000 e costata, in realtà, soltanto 26mila euro. « Quella di Anglisani – aveva spiegato il prete – è una fattura per operazioni inesistenti. Ho dovuto pagare perché quell’uomo ha minacciato di far del male a un ragazzi­no al quale sono decisa­mente affezionato». In realtà, secondo l’a c cu sa , “padre Rambo” aveva pro­messo quel denaro ad An­glisani prima dell’i ni z i o della consulenza e avrebbe quindi mantenuto poi la promessa pagando. Angli­sani era comunque finito in manette, e con lui anche Gian Luca Febo, autore di una telefonata con minac­ce al prete della Falchera. Ma l’indagine era andata avanti, e la magistratura aveva scoperto che altro denaro era stato intascato dal prete, e questa volta in concorso con l’imprendi­tore amico Ludovico Gui­doni. In particolare, secon­do l’accusa, all’appe llo mancherebbe circa 1 milio­ne e 300mila euro, una ci­fra sparita a fronte di un finanziamento, da parte della Comunità europea, di oltre 4 milioni.

 

Condividi sui social:

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp

Scopri inoltre...

Precedente
Successivo
Precedente
Successivo