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L’Unità d’Italia vista a teatro. Il “Filippo” di Vittorio Alfieri apre la stagione al Carignano

Ancora una volta nel segno del Centocinquantesimo. Come per il Regio anche per il Teatro Stabile di Torino la pro­grammazione della stagione 2010/2011 terrà conto dell’ anniver ­sario che si celebrerà il prossimo anno e sarà incentrata sul tema d el l’unificazione nazionale. Ad inaugurare al Carignano il 16 novem­bre prossimo il nuovo cartellone sarà il “Filippo” di Vittorio Alfieri, l’au ­tore che, come afferma il direttore dello Stabile Mario Martone, «rap­presenta quanto di più nobile l’Italia abbia saputo esprimere nel momento in cui si formava la coscienza della lotta per la sua unità». Seguiranno poi, proposti dal “Laboratorio Ita­lia”, spettacoli al Carignano, Gobetti, Cavallerizza e Fonderie Limone che ripercorreranno tappe dell’identità culturale italiana dal ‘ 700 all’età contemporanea. In programma, in quella che si pre­senta come una stagione non solo di teatro ma anche performativa ed espositiva, con riferimento alla mo­stra “Fare gli italiani” alle ex Ogr cui lo Stabile collabora, 11 produzioni e coproduzioni, di cui 7 nuove, per un totale di 377 recite. «Una produttivi­tà alta, in tempi come questi – spiega Evelina Christillin, presidente della Fondazione Teatro Stabile -. Nono­stante i tagli e la situazione congiun­turale riusciamo a tenere la testa fuo­ri dall’acqua » . Un invito a guardare avanti per superare la crisi giunge an­che da Ugo Perone, assessore alla Cul­tura della Provin­cia, ente che que­st’anno è entrato a far parte del Siste­ma Teatro Torino dando vita al Sistema Teatro Torino e Provincia: «Serve un’alleanza che tocchi la società tutta, – afferma Pero­ne -, un’alleanza che condivida obiettivi e riveda le politiche. Un patto che duri almeno 10 anni». Si accontenterebbe di soli 3 anni il ne­oassessore regionale alla Cultura Mi­chele Coppola che aggiunge: «Dob­biamo affrontare le modalità di so­stegno alle istituzioni culturali. Oc­corre scegliere gli asset culturali su cui investire ed evitare le sovrappo­sizioni che non sono tollerate non dalla politica ma dagli operatori stes­si ». Nel novero delle rappresentazioni per la prossima stagione si segnalano il festival d’autunno “Prospettiva”, con le sue contaminazioni con la danza e la musica elettronica, “I Pro­messi Sposi alla prova” di Giovanni Testori, i ” Rus te­ghi” di Goldoni per la regia di Vacis, “Questa sera si reci­ta a soggetto” di Pi­randello, diretto Annalisa Bianco e Virginio Liberti, e poi spettacoli ospiti con Eros Pagni, Ugo Pagliai. La dram­maturgia italiana avrà per protagoni­sti, tra gli altri, Carlo Cecchi, Luca De Filippo, Emma Dante. In program­ma, infine, il film di Martone “Noi credevamo” in uscita in autunno e le collaborazioni con la Volksbhne di Berlino e con il Teatro Regio con cui lo stabile metterà in scena il prossi­mo 11 giugno il “Manfred” di Byron. Per info: www.teatrostabiletorino.it.

 

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