img_big
News

Torino: la città della Salute resta alle Molinette con 4 torri-ospedale

La Città della Salute resterà alle Molinette. Nessuna ricollocazione, nessuno stravolgimento. Soltanto un ribaltamento del baricentro del futuro ospedale dall’asse di corso Bramante a quello di corso Spezia, dove troveranno posto il nuovo pronto soccorso, i reparti per la degenza con 700 posti letto e un collegamento diretto con il nuovo polo materno e infantile che sull’area del parcheggio Bagicalupo riunirà i reparti di Sant’Anna e Regina Margherita, destinati alla riconversione in spazi per l’attività didattica della facoltà di Medicina e Chirurgia.Una rivoluzione nel segno della continuità, economicamente sostenibile e realizzabile in un futuro molto prossimo. Ne è convinta l’Università, ne è convinto il presidente della Regione Roberto Cota, ne è convinto il Comune di Torino, l’unico ente a non aver partecipato al sopralluogo di ieri mattina attraverso i padiglioni delle Molinette destinati ad accogliere la nuova Città della Salute. Il Coes, innanzitutto, il Centro oncologico ed ematologico subalpino che nel primo, inedito, progetto elaborato dall’ospedale verrà sopraelevato di tre piani per diventare così il cuore pulsante della nuova struttura sanitaria. Poi i reparti di Neuroscienze che si affacciano su via Cherasco, destinati ad ospitare la prima torre ospedaliera. Infine, quelli di Dermatologia, dove verrà realizzata la torre chirurgica con Dea e pronto soccorso collegata da una passerella a scavalco di corso Spezia chiuso al traffico con il nuovo ospedale della mamma e del bambino dell’ex Bagicalupo. A quel punto, Sant’Anna e Regina Margherita potrebbero essere parzialmente abbattuti – tenendo però conto degli stringenti vincoli imposti dalla Sovrintendenza – e riconvertiti in spazi per ricerca e didattica. Infine, si procederebbe con la progressiva trasformazione dei reparti lasciati liberi nella porzione compresa tra corso Bramante e via Genova. Magari riconvertendoli in aree abitative e incassando così i loro munifici oneri edilizi.«Sono sempre più convinto – ha commentato il presidente Cota al termine del suo tour in compagnia con il rettore Pelizzetti, il direttore generale delle Molinette Galanzino e il preside di Medicina Palestro – che l’idea di far qui la nuova Città della Salute sia quella giusta. Qui ci sono strutture storiche importanti e la possibilità di nuove soluzioni, abbastanza perché a Torino possa sorgere un centro medico di eccellenza a livello europeo». Individuata l’area, tracciato nelle sue linee guide il progetto, restano da sciogliere i nodi del tempo e dei soldi. «I fondi ci sono – garantisce Cota – e sono cash. Dobbiamo solo sbloccare i 470 milioni di euro già destinati agli ospedali di Torino e di Novara. Altri 100 milioni potrebbero essere garantiti dai mutui. Aprire ai privati? È ancora presto per dirlo. Ma il bello di questo progetto è che la sua realizzazione può essere graduale, con spese spalmate nel tempo». «E restando a Torino – ha continuato il professor Palestro – il costo complessivo potrebbe essere di 800 milioni. Molto meno rispetto all’ipotesi Grugliasco». Bene, ma quando si comincia? «La prossima settimana convochiamo il tavolo con Chiamparino e il rettore. Si parte entro l’estate» spiega Cota. «E in un anno, la torre del Sant’Anna-Regina Margherita la costruiamo», garantisce l’Università.Paolo Varetto

 

Condividi sui social:

Scopri inoltre...

Giubileo - Casa funeraria
Precedente
Successivo
Precedente
Successivo