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“Dammi i soldi che hai rubato”, e gli punta la lupara alla testa

La solita truffa della scatola miracolosa, quella che trasforma banconote false in vere e raddoppia il capitale. Un raggiro arcinoto, specie dopo alcuni servizi messi in onda recentemente dalla trasmissione satirica “Striscia la Notizia”. A metterlo in atto sono stati due cittadini camerunensi che hanno preso sì per il naso l’ignara vittima di turno ma non sapevano, i truffatori, che il pollo in questione era un malvivente di un certo spessore di quel che resta della mala torinese e che poi, con i suoi amici e complici, avrebbe preteso la restituzione dei soldi a colpi di lupara.A cadere nella rete dei “prestigiatori” della truffa è stato Giovanni Zichittella, 30 anni, pregiudicato per reati contro il patrimonio e droga. L’uomo, nonostante il suo pedigree criminale di tutto rispetto, si è fatto abbindolare: «Dammi i soldi e io in un paio di giorni te li raddoppio attraverso un procedimento chimico sofisticato, trasformando in vere delle baconote false». Zichittella ci è cascato e ha consegnato al truffatore del Camerun 20 mila euro in banconote da 50 e 100 euro. Abile con le mani, l’africano è riuscito con un artifizio a sostituire i soldi veri con altri falsi senza che il pregiudicato italiano se ne accorgesse. Poi ha messo l’intera somma nella famosa scatola “magica” e se ne è andato. Solo qualche giorno dopo Zichittella si è accorto del raggiro e, aiutato dai suoi due complici storici Tommaso Culicchia, 52 anni e Antonio Striano, 36 anni, dopo un po’ di ricerche è riuscito ad individuare i due africani.Questi ultimi sono stati irretiti nell’appartamento di via Vibò dove risiede Culicchia ed entrati si sono trovati puntata il faccia un fucile calibro 12 a canne mozze. «Ora vediamo un po’ se i miei soldi saltano fuori», ha detto Zichittella. Così uno dei due è stato legato mentre all’altro è stato detto: «Vai a prendere il denaro altrimenti il tuo amico ce lo impalliniamo». L’africano è uscito e rendendosi conto d’essere finito in un “cul de sac”, per tenere i soldi e salvare la vita l’amico, prima di dileguarsi, ha pensato di chiamare la polizia denunciando il rapimento e fornendo l’indirizzo dell’appartamento di via Vibò. Gli investigatori dell’antirapina si sono precipitati, hanno arrestato i tre malviventi italiani, denunciato il camerunense e sequestrato arma, munizioni, ovuli di droga e la famosa scatola “magica”.bardesono@cronacaqui.it

 

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