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Il Borghese

Il diritto di essere amati

Se lo guardate bene, quello che ha preparato il Consiglio dei Ministri non è certo un disegno di legge da poco: equiparare giuridicamente i figli nati all’interno del matrimonio e quelli fuori dal matrimonio. Se consideriamo che tutto questo accade nel Paese dove fino a non troppi anni fa c’era chi andava a San Marino affinché i propri figli fossero considerati legittimi e non “frutto di adulterio”, è sinceramente una svolta epocale. Soprattutto se consideriamo la natura ormai “allargata” della gran parte delle famiglie italiane, così slegate dal modello tradizionale. Ai critici verrà certo da chiedersi se in seno al Consiglio dei Ministri, vedendo anche lo scenario attuale, non vi siano preoccupazioni più urgenti e non vi siano eventuali provvedimenti che di più meriterebbero la definizione di “epocale”, ma sarebbe riduttivo osservare solo questo aspetto del problema. Interessante è notare che ci si è posti il problema di una certa uguaglianza dei figli, siano di primo o secondo letto, siano frutto di un matrimonio felice o di una relazione extraconiugale o di una placida convivenza. Dal punto di vista giuridico – quindi ereditario e successorio – godranno finalmente di uguali diritti. Ci chiediamo, però, se a questo punto la nostra società non si ritroverà costretta a varare leggi apposite per garantire a tutti i giovani, tutti i nostri figli, il diritto a un futuro. Non necessariamente sereno, purché sia un futuro. Perché, con le confuse dinamiche di questi tempi, con il senso di insicurezza dominante, i giovani hanno grandi difficoltà a scorgere il proprio futuro, in una società che non pare amare i propri figli. Guardatevi attorno: quante volte i ragazzi sono le vittime innocenti dei misfatti degli adulti? Quegli stessi che magari sono incapaci di crescere e assumersi le proprie responsabilità. Quelli che li usano come merce di scambio, se non addirittura di ricatto. E poi c’è l’aspetto finale di tutta questa vicenda. In origine, il Ddl avrebbe dovuto incorporare anche il diritto di ogni figlio a essere amato. Ma il Consiglio l’ha cassato in quanto non sarebbe un diritto esigibile giuridicamente. Come a dire che è più semplice, dal punto di vista della giurisprudenza, ottenere la propria parte dell’eredità che non l’amore vero. andrea.monticone@cronacaqui.it

 

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