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Tutti contro Cairo: «Ci ha tolto identità. Se ne deve andare» Siete d’accordo? Partecipate al sondaggio

La pazienza è finita. I tifosi del Toro sono esasperati da Cairo e dalla sua gestione scriteriata, che ha portato la società a stabilire nuovi record negativi a dir poco umilianti per la storia granata: un club senza progetto, che ha visto passare in cinque anni e mezzo sette direttori sportivi, altrettanti allenatori e oltre cento giocatori, non ha futuro. Le infrastrutture della società sono pressochè assenti o, perlomeno, sono in affitto: il valore del Torino Fc è pressochè nullo e allora la speranza di molti tifosi granata è di vedere la società finalmente in vendita, magari a zero euro (come abbiamo proposto mercoledì scorso), ovvero alla stessa cifra che Cairo ha “speso” per diventarne il presidente. (PER PARTECIPARE AL SONDAGGIO CLICCA QUI)”CICCIO” PERPLESSOAnche tra gli ex giocatori granata non mancano i “contestatori” dell’editore alessandrino. Tra questi c’è anche uno dei due Gemelli del Gol, come Ciccio Graziani: «Il presidente può essere il minore o il maggiore responsabile di certe situazioni. Io mi chiedo come sia possibile non affidarsi ad una persona come Renato Zaccarelli in società, o come Claudio Sala», è stata la critica costruttiva del compagno d’avventure di Pulici. L’ex attaccante tuttavia non pone tanto l’accento sulla doverosa cessione della società («Anche se Cairo si libererebbe così di una bella bega»), ma sulle possibilità di rimettere in sesto quanto finora è stato mal gestito: «La colpa va divisa tra tutti, ma soprattutto con chi ha costruito questa squadra che faticherà e non poco a lottare per una difficoltosa risalita in serie A». MOVIOLISTA CRITICO Dello stesso avviso anche Matteo Dotto, giornalista e moviolista Mediaset e tifosissimo granata che in Cairo vede l’ostacolo numero uno per la costruzione di un futuro roseo del Toro: «Se ne deve andare. Tutto questo è colpa sua e deve lasciare la società così come l’ha presa, ovvero gratis». La denuncia di Dotto è poi proseguita: «Ci ha tolto l’identità ma soprattutto non ha avuto sensibilità per argomenti importanti come il Filadelfia e la ristrutturazione del settore giovanile». Il giornalista poi ha concluso perentorio: «Cairo lo deve ringraziare il Toro. Senza questa società nessuno lo avrebbe invitato nei salotti televisivi a cui ha partecipato e scommetto che ora sia dispiaciuto non tanto per la serie B quanto per il fatto di non apparire quanto vorrebbe lui».TAIBI PRUDENTEInfine, più pacato e difensivista l’ex portiere granata della stagione 2005-06, quella della miracolosa promozione in serie A nel primo anno di presidenza Cairo: «Trovare presidenti che spendono tanti soldi è difficile in questo momento di crisi, quindi starei attento a liberarmi di uno come lui». Tuttavia l’ex granata aggiunge: «È anche vero però che di errori ne ha fatti e anche tanti. D’altronde – conclude Taibi – bisogna affidarsi a gente capace e proseguire con queste persone: se si cambia sempre, non si va da nessuna parte».Andrea Scappazzoni

 

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