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Il Borghese

La legge non è uguale per tutti

Dal G8 di Genova a quello di Torino, passando per le devastazioni varie avvenute a Milano, a Roma e pure altrove, abbiamo ricavato un’unica certezza: chi fracassa le vetrine, brucia i cassonetti, fa saltare in aria le automobili di cittadini sfigati, imbratta i muri e fa a pezzi bar e dehors non paga i danni. E che diavolo, il contestatore mentre devastava tutto quello che gli capitava a tiro stava facendo politica, dimostrava dissenso. Insomma si ribellava contro leggi barbare e bare e decreti ciechi e ottusi. Dunque in ossequio alla regola del confronto, dissentiva. Ergo, non è punibile. O se lo è, tanto c’è la condizionale a salvargli la galera, o al peggio, per chi è tanto baldanzoso da snobbare pure il “borghese”patteggiamento che assomiglia ad un’ammissione di colpa, dopo il rinvio a giudizio subirà al massimo qualche settimana di arresti domiciliari. Insomma una sosta in famiglia con mammà a servire il the, qualche buona lettura rivoluzionaria e Internet per aggiornare la conoscenza di bombette fai da te, e molotov poco inquinanti. Una pacchia, signori miei. Altro che i borghesi che si fanno beccare in divieto di sosta, in doppia fila o, peggio, sfrecciano a 80 all’ora dove ci sono le telecamere e saranno perseguitati per anni, ganasciati, ipotecati e messi alla gogna. La legge, per fortuna dei nuovi guerrieri delle città, non è uguale per tutti. Per loro l’ingiunzione per danneggiamenti vari non esiste. Non è contemplata e se lo fosse apparirebbe persecutoria. Ma a che titolo chiedere al rampollo urlante con casco e mascherina antifumogeni, di pagare i danni? E come potrebbe lui che combatte per avere un’istruzione migliore, sfidando i poliziotti che sembrano tanti Terminator, mettere da parte i soldi per rifondere un ricco borghese che si è slogato il polso a furia di firmare le cambiali con cui si sta pagando il negozio? Ma siamo seri! Il giovanotto combatte per il suo futuro, lotta per non soccombere e se si fa assistere da qualche professionista come i black blok, gli anarcoinsurrezionalisti e magari i nuovi brigatisti, lo fa perché è solo. A questo proposito non immaginiamo neppure di chiedergli conto delle bastonate a quei terminator dei poliziotti. Loro sono fortunati perché, alla sua stessa età, un lavoro ce lo hanno già, e sono pure pagati. Morale dalla favola: il giovanotto e i suoi compari vanno assolti e perdonati. Anzi, se ci fosse un po’ di giustizia questi giovanotti che noi dei giornali definiamo mascalzoni, spaccatutto, picchiatori e persino terroristi urbani, andrebbero premiati per il loro attaccamento alla scuola. A questo proposito proporremmo la borsa di studio per il guerrigliero, magari con stage in paesi più evoluti come l’Afghanistan o la Colombia, dove, tra parentesi, ci sono ottime possibilità di lavoro, soprattutto nell’import-export.beppe.fossati@cronacaqui.it

 

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