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Torino, i fissati del jogging ora corrono dietro alle belle prostitute

La corsa al parco in tenuta da jogging o la pausa pranzo dal lavoro, una passeggiata in bicicletta o con il cane al guinzaglio. Liliana e Monica conoscono tutte le scuse dei propri clienti, ogni occasione è buona per far squilla­re il loro cellulare, per darsi appuntamento sul marciapiede della Pellerina. «Amore, ti aspetto? Fai in fretta che arriva un altro clien­te. Sai che, però, voglio solo te». Tutti i giorni la stessa storia. Ogni tanto qual­che fastidio, ma il copione sembra ripetersi uguale. «I nostri clienti, ormai, li conosciamo e tutti, prima o poi, finiscono per affezionarsi. Sanno di trovarci sempre qui». Se all’ora di pranzo accostano i Suv, le Audi e le Bmw di impiegati, manager e professionisti che dopo il tramezzino non resistono alla lussuria e per consumare si accontentano di un parcheggio a ridosso del parco, nel primo pomeriggio arrivano i pensionati in bicicletta e gli sporti­vi. Sfoggiano un sorriso smagliante, il volto si illumina davanti alla minigonna, alle calze color carne su stivali con zeppa da otto centi­metri. Altri, nonostante l’aria da assatanati del fitness, fermano la mountain bike, arre­stano la marcia spedita e contrattano una sveltina tra siepi e alberi.L’articolo di Enrico Romanetto su CronacaQui in edicola in Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta il 21 ottobre 2010

 

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