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“Nessuna attività celebrale”: in fin di vita l’infermiera romena aggredita a Roma

“Un quadro di assenza di attività elettrica-cerebrale. Per questo è stata attivata la commissione per l’accertamento della morte cerebrale. La paziente verrà tenuta in osservazione secondo le modalità previste per altre sei ore”. Il bollettino medico di Maricica Hahaianu, l’infermiera romena di 32 anni colpita con un pugno lo scorso venerdì alla stazione metropolitana Anagnina a Roma, parla chiaro. La donna è ricoverata al Policlinico Casilino di Roma: secondo quanto si è appreso, al termine delle sei ore, i medici potrebbero procedere a staccare i macchinari che la tengono in vita.Le sue condizioni si sono aggravate nel corso delle ultime ore: il quadro clinico si è fortemente complicato a causa di una profonda lesione al tronco encefalico.Una svolta drammatica che sembrava essere scongiurata, Maricica sembrava stesse reagendo bene alle terapie ma il trauma causato dalla caduta dopo il terribile pugno scagliatole in pieno volto da Alessio Burtone, 20 anni di Roma, potrebbe risultare fatale. Di fatto, come spiega anche il suo legale, l’avvocato Alessandro Di Giovanni, la donna colpita al mento dal pugno ha perso subito i sensi ed è crollata a terra a corpo morto colpendo violentemente con la testa sul pavimento. I suoi famigliari, il marito, non hanno mai lasciato l’ospedale. Per loro, adesso, ”non è il momento delle scuse”.”Troppo facile, troppo comodo chiederlo adesso”, hanno detto commentando la lettera che Burtone ha scritto per chiedere perdono per quanto commesso. L’avvocato poi aggiunge che, al momento, al marito della donna non è stata consegnata nessuna missiva o alcun messaggio da parte del giovane aggressore. L’aggravarsi delle condizioni della donna potrebbero incidere anche sul capo di imputazione che pende su Buglione. In caso di decesso dell’infermiera, il giovane potrebbe essere accusato di omicidio preterintenzionale. Al momento il reato ipotizzato nel fascicolo aperto dal pm Antonio Calaresu è di lesioni volontarie gravi.Da piazzale Clodio arriva intanto la conferma che la Procura ha presentato ricorso al tribunale del riesame per chiedere l’emissione della custodia cautelare in carcere. Già in sede di convalida dell’arresto avvenuto venerdì il pm si era opposto alla richiesta di arresti domiciliari per Burtone. Il gip, comunque, aveva deciso di concedere al giovane la misura più attenuata. La decisione della procura sarebbe maturata anche alla luce del video in cui si vedono le fasi dell’aggressione alla donna.

 

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