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Aveva perso le mani e i piedi: ora Carla può accarezzare di nuovo i suoi figli

Accarezzare i suoi figli, lavarsi i denti, mangiare con una forchetta. Gesti semplici, che Carla, 52enne di Busto Arsizio, da 3 anni senza mani e piedi per una grave malattia, potrà tornare a compiere grazie ad un trapianto record effettuato all’ospedale San Gerardo di Monza. Quella della donna, casalinga, sposata e madre di due bambini è una storia drammatica: nel 2007 le vengono amputati mani e piedi a causa di una forma cronica di setticemia sviluppata in seguito a una banale cistite. Nel 2008 chiede di essere messa in lista per un trapianto, ma per due anni non riceve risposte. Martedì, finalmente, ha visto realizzarsi il suo desiderio, grazie al trapianto di entrambe le mani, effettuato per la prima volta in Italia. Per la prima volta, inoltre, sono state usate cellule staminali della stessa paziente per evitare il rigetto. «Si tratta di cellule che, per motivi che ancora non sappiamo, hanno una potente azione immunosoppressiva», ha spiegato Andrea Biondi, direttore della Cell Factory del San Gerardo, una delle tre “officine di staminali” attive in Italia. Sulle nuove mani della paziente verrà praticato in seguito un trapianto di tessuti adiposi, anche questi prelevati dalla donna stessa, e un trapianto di epidermide sul dorso. «Questi due inserimenti di cellule della paziente su arti estranei – spiega Biondi – hanno la funzione di “depistare” gli anticorpi che tendono ad aggredirli. In questo modo viene depotenziata l’azione di rigetto dell’organismo». L’intervento è avvenuto nella notte tra lunedì e martedì, quando si è appreso che all’ospedale di Cremona erano disponibili gli arti di una donna di 58 anni appena deceduta. In meno di 2 ore si è iniziato a trapiantare le nuove mani di Carla, con un’operazione durata 6 ore, e già il giorno dopo la donna ha mostrato i primi segni di mobilità alle dita. Ora la donna verrà trasferita nelle camere sterili del Reparto di ematologia, dove dovrà restare per altri 30-40 giorni prima di poter essere dimessa.

 

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