I soci della storica associazione Fogolar Furlan
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I 60 anni del Fogolar Furlan: «Noi, gli emigrati del Friuli»

L’associazione nata durante gli anni del boom economico

Un punto d’incontro per i friulani del Piemonte, compresi alcuni personaggi famosi come Zoff e l’ex sindaco Castellani. E un luogo dove tramandare la cultura di una piccola, laboriosa regione del Nord-Est. Compie 60 anni il “Fogolar Furlan” di Torino, nato nel 1958 quando il boom economico trascinava la città della Mole e un manipolo di emigrati smise di ritrovarsi nei caffè e decise di istituire un’associazione. La prima sede fu in corso Casale, poi il gruppo si spostò in via Avet e da lì in via San Donato. Dal 1994, il “Fogolar” ha trovato casa in corso Francia e a presiederlo, dal 2005, c’è Enzo Braida. A lui, al presidente onorario Alfredo Norio e alla segretaria Rolanda Martinello è oggi affidato il compito di non disperdere le peculiarità delle vecchie tradizioni, a cominciare dalla conservazione dell’antico focolare da cui deriva il nome del sodalizio.

«Il focolare – spiega Braida – non è un piano del camino dove accedere il fuoco, ma il simbolo dell’unione della famiglia». Famiglie friulane che qui un tempo erano numerose. «Comunicare col resto della parentela non era facile. Si chiamava al centralino di Venezia, che indirizzava al bar del paese. Ed era il barista ad avvisare della chiamata. I viaggi? Un giorno di treno». Oggi le cose sono cambiate, l’emigrazione non c’è più e il ricambio generazionale è più difficile. «I figli dei genitori emigrati – spiega Braida – ricordano del Friuli solo per sentito dire. Noi abbiamo il dovere di mantenere vive le nostre tradizioni». Così è stato con la recente mostra sul mosaico, in quanto molti emigrati friulani portavano in Piemonte una passione ereditata dalle botteghe dei loro paesi d’origine. E così sarà domenica 16 dicembre, quando don Ermis Segatti, figlio di friulani emigrati in Piemonte, celebrerà la messa in dialetto. Perché il focolare va tenuto acceso, sempre.

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