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Cronaca

Fiat, ecco il piano “Fabbrica Italia”. Fim-Uilm: niente accordi in bianco

Cresce l’attesa per l’incontro di oggi tra Fiat e sindacati sul piano industriale Fabbrica Italia. Nel corso della riunione, l’azienda dovrebbe chiarire nel dettaglio in quale maniera l’investimento di 20 miliardi di euro sarà suddiviso tra i vari stabilimenti italiani, quali modelli saranno prodotti, con quali volumi e con quanta forza lavoro. Al vertice parteciperà anche la Fiom, nonostante l’accordo separato siglato da Fim, Uilm e Federmeccanica sulle deroghe al contratto nazionale dei metalmeccanici.«Quando siamo invitati e non esclusi in modo pregiudiziale – ha detto ieri Giorgio Airaudo, segretario generale Fiom Piemonte e responsabile nazionale Fiat del sindacato – siamo abituati ad andare agli incontri, perchè rappresentiamo gli interessi dei lavoratori. Mi aspetto che la Fiat – ha dichiarato Airaudo – sia in grado di dare i dettagli di un piano industriale ambizioso, che siamo interessati a sostenere. Prima però vogliamo conoscere i contenuti in termini di prodotti, produzioni e numero di occupati di ogni sito italiano, onde evitare altre sorprese come quella serba di metà estate che ha interessato Mirafiori (il trasferimento del monovolume L0 in Serbia, ndr). Spero che il sindacato nel suo insieme sia in grado di pretendere quelle informazioni che chiedono anche le agenzie di rating (che nei giorni scorsi hanno abbassato l’outlook del gruppo, ndr)».«Chiederemo alla Fiat – ha affermato Rocco Palombella, segretario generale Uilm – come verranno spesi i 20 miliardi di investimento per il piano Fabbrica Italia, quali saranno i nuovi modelli e quali stabilimenti saranno destinati a produrli. Siamo titolati ad avanzare queste richieste, perchè rappresentiamo l’organizzazione sindacale che ha sostenuto e firmato l’intesa di Pomigliano, apprezzata dai lavoratori ed approvata dal referendum tra gli addetti del sito campano».«Ci aspettiamo – ha detto anche Giuseppe Farina, leader della Fim – che la Fiat dia pieno avvio a Fabbrica Italia fissando appuntamenti per i singoli stabilimenti, indicando per ognuno investimenti e prodotti. Come per Pomigliano, solo a fronte di questo siamo disponibili ad accordi sulle flessibilità». «Mi aspetto che si metta in definitiva sicurezza l’accordo di Pomigliano – ha dichiarato il segretario Fismic, Roberto Di Maulo – e quindi si definisca un accordo quadro che ne recepisca le norme e lo spirito e che possa essere esteso a tutti gli stabilimenti Fiat d’Italia».Alessandro Barbiero

 

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